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  Domande e risposte
220
[Questioni generali e varie]
Il ricorso alle procedure di acquisto tradizionali in luogo delle procedure telematiche nel caso specifico di acquisti di beni riferiti alla categoria merceologica “libri-editoria”

Visto l'art. 1 comma 450 della Legge 27.12.2006 n. 296 secondo cui “Fermi restando gli obblighi e le facoltá previsti al comma 449 del presente articolo, le altre amministrazioni pubbliche di cui all'art. 1 del D.Lgs 165/2001, per gli acquisti di beni e servizi di importo inferiore alla soglia di rilievo comunitario sono tenute a fare ricorso al mercato elettronico della PA ovvero ad altri mercati elettronici istituiti ai sensi dell'art. 328 ovvero al sistema telematico messo a disposizione dalla centrale regionale di riferimento per lo svolgimento delle relative procedure.”

Vista la circolare n. 2/2013 dell'Agenzia per i procedimenti e la vigilanza in materia di contratti pubblici di lavori, servizi e forniture relativa all'utilizzo del portale telematico SICP in ordine agli acquisti di beni e servizi sotto soglia comunitaria, con specifico riguardo ai soggetti di cui all'art. 6 bis comma 3 della L.P. 17/1993;

Si ritiene, che il ricorso alle procedure di acquisto tradizionali in luogo delle procedure telematiche sopra indicate, possa continuare ad operare nel caso specifico di acquisti di beni riferiti alla categoria merceologica “libri-editoria” nei seguenti casi:

  1. con riguardo al MEPA, nel caso in cui il prodotto non possa essere acquisito per il suo tramite a causa dell'inesistenza del metaprodotto, ovvero, pur disponibile, si appalesi – per mancanza di qualitá essenziali – inidoneo rispetto alle necessitá dell'amministrazione procedente, cosí come nel caso specifico in cui per per la categoria merceologica suddetta (“libri-editoria”) operi il regime dei prezzi imposti (c.d. “Buchpreisbindung”).
  2. in merito al portale telematico SICP, in quanto l'utilizzo del medesimo è obbligatorio per importi a partire da 20.000,00 € oltre I.V.A. e comunque solo per i soggetti di cui all'art. 6 bis comma 3 della L.P. 17/1993 (Le strutture organizzative della Provincia, delle aziende e degli enti da essa dipendenti, gli istituti di istruzione scolastica e, in generale, gli organismi di diritto pubblico dalla stessa costituiti e comunque denominati, purché privi di personalità giuridica privatistica, nonché i loro consorzi e associazioni, utilizzano il sistema telematico di acquisto di cui al comma 1.)
Data: 10.6.2013
219
[Piattaforma telematica]

Come devono essere inserite nel sistema le gare che hanno per oggetto forniture pluriennali?

Come importo di gara (a livello di lotto) lato stazione appaltante va immesso l'importo complessivo e non quello annuale. L'operatore economico nella compilazione dell'offerta economica (allegato C) deve riportare il valore complessivo offerto e non quello annuale.

Data: 17.5.2013
218
[Questioni generali e varie]
È necessaria la verifica e validazione del progetto per lavori sovvenzionati, affidati da soggetti privati?

L'art. 32, comma 1, lett. d), D.Lgs 163/2006 riconduce nel campo di applicazione della normativa sull'evidenza pubblica la realizzazione di lavori pubblici da parte di soggetti privati che, per la realizzazione di lavori di cui all’allegato I del Codice e di edilizia relative ad ospedali, impianti sportivi, ricreativi e per il tempo libero di importo superiore ad un milione di euro, ricevono un contributo diretto e specifico dalle amministrazioni pubbliche, in conto capitale o in conto interesse, superiore al 50% dell’importo dei lavori.

Nei casi indicati, ai fini dell'applicazione della normativa sull'evidenza pubblica, rileva il carattere oggettivamente pubblico degli interventi perché attuati con finanziamento pubblico. A detti privati, non si applicano, per espressa previsione di legge (art. 32, comma 2, D.Lgs. n. 163/2006) gli artt. 63, 78 comma 2, 90 comma 6, 92, 128 del D.Lgs. n. 163/2006 e in relazione alla fase di esecuzione del contratto si applicano solo le norme che disciplinano il collaudo. Ne consegue che non trovano applicazione, in particolare, le disposizioni riguardanti l'osservanza delle norme in tema di programmazione, direzione lavori, incentivi per la progettazione.

Per quanto riguarda la distinzione fra validazione e verifica di progetto:

  1. La VALIDAZIONE è un atto dovuto, redatto e firmato da parte del Responsabile di Procedimento sulla base delle informazioni fornitegli dal soggetto incaricato di effettuare la verifica. Questo atto chiude il processo di progettazione e di verifica e, di fatto, attesta che il progetto può essere posto a base di gara. Ai sensi dell’art. 55, comma 3, D.P.R. 207/2010 (Regolamento di esecuzione del Codice appalti) il bando di gara e/o la lettera di invito devono riportare gli estremi dell’avvenuta validazione del progetto posto a base di gara.
  2. La VERIFICA è attività che precede la validazione e consiste, in generale, nello svolgimento di una serie di controlli sulla qualità e completezza del progetto e sulla sua rispondenza alla normativa di settore, compresa quella urbanistica ed ambientale.
    Tale attività è disciplinata dall'art. 112 del D.Lgs. n. 163/2006, nonché dagli artt. 44 e ss. del D.P.R. n. 207/2010.
Data: 11.4.2013
217
[Impostazione e pubblicità delle gare]
Che cosa si intende per indagine di mercato ai fini dell'indizione di una procedura negoziata senza bando ovvero dell'affidamento di lavori, servizi e forniture in economia mediante cottimo fiduciario (art. 57 co. 6 e 125 co. 8 e 11 Codice dei contratti pubblici)?
Ai fini dell'individuazione degli operatori  economici da invitare alla procedura negoziata tanto l'art. 57, comma 6, richiamato dall'art. 122 co. 7, quanto l'art. 125 commi 8 e 11 in tema di cottimo fiduciario nei lavori, servizi e forniture in economia fanno riferimento alla c.d. indagine di mercato.
Non esiste una definizione normativa di indagine di mercato, trattandosi di espressione generica che lascia alla stazione appaltante un notevole margine di discrezionalità.
Tale espressione deve, tuttavia, essere interpretata alla luce, fra l'altro, dei principi comunitari di trasparenza e parità di trattamento, non potendo la stazione appaltante individuare gli operatori economici da invitare alla procedura negoziata con modalità "chiuse" rispetto al mercato.
Ad ogni modo, legislatore non ha previsto per le stazioni appaltanti l'obbligo di adottare necessariamente forme di pubblicità preventiva nella procedura negoziata senza previa pubblicazione del bando di gara, dovendo ogni decisione a riguardo essere parametrata in base alla tipologia di appalto ed all’ammontare dell'importo.
Sulle possibili modalità di effettuazione dell'indagine è utile richiamare le Determinazioni Avcp n. 2 del 6 aprile 2011 e n. 8 del 14 dicembre 2011.
Data: 10.4.2013
216
[Questioni generali e varie]
I soggetti privati che per la realizzazione di lavori pubblici ricevono un contributo da parte delle amministrazioni pubbliche sono tenuti all'applicazione del Codice degli appalti?

L'art. 32 comma 1 lett. d) del Codice riconduce nel campo di applicazione della normativa sull'evidenza pubblica la realizzazione di lavori pubblici da parte di soggetti privati che, per la realizzazione di lavori di importo superiore ad un milione di euro, ricevono un contributo diretto e specifico dalle amministrazioni pubbliche, in conto capitale o in conto interesse, superiore al 50% dell'importo dei lavori.

Del pari la lettera e) stabilisce che le norme del codice si applicano agli appalti di servizi affidati da soggetti privati relativamente ai servizi il cui valore stimato al netto dell'IVA sia pari o superiore a 200.000 se tali appalti sono connessi ad un appalto di lavori di cui alla lett. d) e per i quali sia previsto, da parte di un'amministrazione aggiudicatrice, un contributo diretto e specifico, in conto interesse o in conto capitale, che attualizzato superi il 50% dell'importo dei servizi.

Nei casi indicati, ai fini dell'applicazione della normativa sull'evidenza pubblica, rileva il carattere oggettivamente pubblico degli interventi perchè attuati con finanziamento pubblico. A detti privati non si applicano le disposizioni del Codice riguardanti l'osservanza delle norme in tema di programmazione, direzione lavori, incentivi per la progettazione.
Va segnalato che il 50% del contributo concesso ai soggetti privati che svolgono i lavori indicati nella lett. d) o espletano uno dei servizi di cui alla lett. e) puó essere erogato solo dopo l'affidamento dell'appalto e sempre che la verifica abbia avuto esito positivo.

Si ricorda altresí che i provvedimento che concede il contributo deve espressamente condizionare la sua erogazione al pieno rispetto delle norme del Codice, che costituisce quindi presupposto ineludibile per ottenere la sovvenzione.

Ne discende un duplice ordine di conseguenze:

  1. la mancanza, nel provvedimento, di tale espressa indicazione non priva l'amministrazione del potere-dovere di bloccare la liquidazione die contributi ove, a seguito dell'apposita verifica, abbia riscontrato la violazione delle norme codicistiche;
  2. in tale evenienza il privato beneficiario è tenuto a restituire anche quanto aveva giá ottenuto.
Data: 28.3.2013
215
[Impostazione e pubblicità delle gare]
Per quali categorie merceologiche sussiste l'obbligo di acquistare tramite CONSIP?
(sostituisce il testo del 11/03/2013)

In ordine agli aspetti applicativi relativi alle norme sulla spending review, si rinvia per opportuna consultazione a quanto indicato da Consip s.p.a. nella relativa tabella esplicativa.
Data: 13.3.2013
213
[Questioni generali e varie]
Un comune dal 1. gennaio 2013 deve stipulare i contratti in forma pubblica amministrativa elettronica?
I comuni dal 1. gennaio 2013 possono stipulare i contratti in forma pubblica amministrativa elettronica o in forma di scrittura privata elettronica o cartacea.
Si veda anche:
- articolo 11, comma 13 del Decreto Legislativo n. 163/2006 e
- la circolare dell'AVCP del 19 febbraio 2013
Data: 7.3.2013
212
[Impostazione e pubblicità delle gare]
Devono per le forniture nell'ambito di gare di lavori pubblici essere rispettati i parametri di prezzo-qualità delle convenzioni CONSIP?
Qualora le gare di lavori comprendano anche forniture di beni, nella stima della base d'asta deve essere tenuto conto dei parametri di qualità-prezzo, come limiti massimi previsti dalle convenzioni CONSIP. Per poter derogare a tale principio la scelta tecnica deve essere giustificata e motivata.

Si fa presente che già in fase di progettazione deve essere tenuto conto dei parametri CONSIP.

L'Agenzia per i contratti pubblici (ACP) per le gare effettuate per conto terzi chiede esplicitamente che siano state effettuate le dovute verifiche ai sensi della legge.
Data: 5.3.2013
211
[Impostazione e pubblicità delle gare]
Quando possono essere stipulati contratti "a misura"?

Contratti “a corpo” e “a misura” (art. 53, co. 4, Decreto Legislativo n. 163 del 2006)

L’art. 53, comma 4, del D.Lgs. n. 163 del 2006 (Codice degli contratti pubblici) prevede, come regola generale, che gli appalti pubblici di lavori debbano essere stipulati a corpo.
Le stazioni appaltanti hanno la facoltà di stipulare a misura esclusivamente nei seguenti casi:

  1. contratti di appalto di sola esecuzione di importo inferiore a 500.000 euro;
  2. a prescindere dall’importo, tutti i contratti di appalto relativi a manutenzione, restauro e scavi archeologici, nonché opere in sotterraneo, ivi comprese le opere in fondazione e quelle di consolidamento dei terreni.

La ratio delle due diverse modalità di determinazione del prezzo “a corpo” e “a misura” è indicata dallo stesso legislatore statale, il quale precisa che per le prestazioni “a corpo” il prezzo convenuto non può essere modificato sulla base della verifica della quantità e della qualità della prestazione, mentre per le prestazioni “a misura” il prezzo convenuto può variare in aumento o in diminuzione, secondo la quantità effettiva della prestazione.
La preferenza espressa dal Codice degli contratti pubblici per le prestazioni “a corpo” risponde, dunque, ad una esigenza di prevedibilità della spesa pubblica.

Data: 21.2.2013
210
[Impostazione e pubblicità delle gare]

Quando può la stazione appaltante acquistare beni o servizi sotto soglia comunitaria fuori dal MePA?

(sostituisce il testo del 04/12/2012)

  1. Le amministrazioni statali centrali e periferiche sono sempre obbligate a fare ricorso al mercato elettronico della pubblica amministrazione;
  2. Le altre amministrazioni (articolo 1 del decreto legislativo n. 165/2001), ivi compresi gli istituti e le scuole di ogni ordine e grado, le istituzioni educative e le istituzioni universitarie sono tenute a fare ricorso al mercato elettronico della pubblica amministrazione ovvero ad altri mercati elettronici istituiti ai sensi dell'articolo 328 del DPR n. 207/2012 ovvero al sistema telematico messo a disposizione dall’Agenzia Contratti Pubblici, fermo restando gli obblighi e le facoltà previste dall’articolo 1, comma 449 della legge n. 296/2006.
Data: 8.2.2013