Comunicazioni importanti in relazione all’emergenza Covid-19

I servizi della Ripartizione Lavoro nelle sedi di Bolzano, Merano, Silandro, Bressanone, Brunico e Egna vengono attualmente erogati solo su appuntamento da richiedersi via e-mail e telefono.

Per prendere un appuntamento presso l'Ispettorato del lavoro si chiede di chiamare il numero di telefono 0471/418540-41 oppure 0471/418550 (per denunce).

L'articolo 22, commi 1 e 5 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 prevede che le Province autonome di Bolzano e Trento possono riconoscere attraverso i rispettivi Fondi provinciali le prestazioni connesse ai trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione e/o riduzione del rapporto di lavoro a favore dei lavoratori del settore privato che non hanno accesso alle tutele previste dalle norme vigenti a sostegno del reddito in caso di sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

Nella Provincia Autonoma di Bolzano queste prestazioni vengono erogate dal Fondo territoriale di solidarietà bilaterale costituito ai sensi dell’articolo 40 del decreto legislativo 14 settembre 2015, n. 148 ed amministrato dalla sede INPS di Bolzano, secondo quanto concordato nell'accordo quadro locale sottoscritto in data 31marzo/1aprile 2020 tra la Provincia Autonoma di Bolzano e le parti sociali. La proroga della cassa integrazione Covid-19 è prevista nell'accordo quadro del 10.06.2020. Ai fini del finanziamento della tutela integrativa a livello locale, la Giunta Provinciale ha messo a disposizione un importo pari a 20 milioni di euro a favore del Fondo di solidarietà bilaterale dell’Alto Adige. Affinché la tutela integrativa, che può essere attivata nel rispetto del principio della sussidiarietà, possa essere effettivamente concessa, serve ancora la pubblicazione della relativa circolare da parte della Direzione Centrale degli ammortizzatori sociali della sede INPS di Roma.  

Criteri di accesso in breve

Datori di lavoro beneficiari

  • tutti i datori di lavoro del settore privato per i quali non trovino applicazione le tutele degli ammortizzatori sociali ordinari, cassa integrazione ordinaria e cassa integrazione straordinaria, compresi i datori di lavoro agricoli, i datori di lavoro della pesca e del terzo settore, gli enti religiosi civilmente riconosciuti;
  • datori di lavoro di tutte le dimensioni anche quelli con meno di 6 dipendenti;
  • le aziende beneficiarie della sola CIGS (ad es. aziende del commercio e agenzie viaggio con più di 50 dipendenti che non hanno versato i contributi per la CIGO e non possono fare valere i rispettivi benefici attraverso Fondi privati);

Le unità produttive devono trovarsi in provincia di Bolzano.

Sono esclusi i datori di lavoro domestico e tutti di datori di lavoro che hanno versato i contributi per la cassa integrazione in un fondo privato e possono chiedere l’intervento presso il relativo fondo.

Lavoratori beneficiari

  • lavoratori subordinati con qualunque forma contrattuale;
  • qualifica di operai, impiegati e quadri;
  • apprendisti di qualsiasi livello e di qualsiasi forma contrattuale (apprendistato per qualifica/diploma professionale e maturità, professionalizzante e di alta formazione e ricerca);
  • lavoratori subordinati assunti ai sensi dell’articolo 18 della legge 31 gennaio 1994, n. 97 (zone montane);
  • soci lavoratori delle cooperative con rapporto di lavoro subordinato;
  • lavoratori somministrati che prestano l’opera presso un datore di lavoro beneficiario di ammortizzatori anche ordinari per i propri dipendenti (la domanda è a carico dell’agenzia di somministrazione) solo in subordine alla mancata capienza del rispettivo fondo settoriale;
  • lavoratori agricoli e forestali occupati presso amministrazioni pubbliche che gestiscono aziende agricole o eseguono lavori di forestazione.

I lavoratori beneficiari devono risultare in forza presso il datore di lavoro durante il periodo decorrente dalla data del 23 febbraio 2020 al 25 marzo 2020.

Sono esclusi dall’intervento i dirigenti, i lavoratori domestici, i lavoratori con contratto parasubordinati, i tirocinanti.

Durata della prestazione

Dal 23 febbraio al 31 dicembre 2020 per una durata complessiva di 18 settimane + 18 settimane (queste ultime richiedibili per il periodo decorrente dal 13 luglio sino al 31 dicembre 2020). Come noto il decreto-legge del 19 maggio 2020, nr. 34 (DL Rilancio) aveva prorogato le prime 9 settimane di ulteriori 9 settimane, 5 da usufruirsi entro il 31 agosto e 4 settimane tra il 1° settembre e il 31 ottobre 2020. La proroga delle prime 5 settimane è riconosciuta solo una volta usufruito dell’intero periodo delle prime 9 settimane. Nei settori turismo, fiere e congressi, parchi di divertimento, spettacolo dal vivo e sale cinematografiche è possibile fruire delle predette 4 settimane anche in periodi precedenti al 1° settembre a condizione che si sia già fruito dell'intera durata massima di 14 settimane. Il decreto-legge del 16 giugno 2020, n. 52, dispone che quei datori di lavoro che hanno esaurito il periodo della cassa integrazione in deroga (9 + 5 settimane) e che in base alla normativa finora vigente dovrebbero attendere sino al 1° settembre 2020 per poter chiedere le 4 settimane residue, possono chiedere la cassa integrazione in deroga senza soluzione di continuità per ulteriori 4 settimane. Il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, che prevede una ulteriore durata massima della cassa integrazione in deroga di 18 settimane, dispone che dopo il godimento delle prime 9 settimane, le imprese che hanno avuto una riduzione del fatturato inferiore al venti per cento, saranno soggette al pagamento di un contributo addizionale pari al 9 per cento della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate durante la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa. Le imprese che non hanno invece registrato alcuna riduzione del fatturato saranno soggette al pagamento di un contributo addizionale pari al 18 per cento della succitata retribuzione globale. Il contributo addizionale in parola non è invece dovuto per i datori di lavoro richiedenti la cassa integrazione in deroga se la riduzione del fatturato era superiore al venti per cento ovvero per coloro che avevano avviato l’attività d’impresa successivamente al primo gennaio 2019.   

Ammontare della prestazione

La prestazione ammonta all'80% dello stipendio lordo e viene equiparata ai parametri dell’integrazione salariale, attualmente definiti dalla Circolare INPS del 10.02.2020, n. 20.

Iter e termini per la domanda

La domanda, comprendente l'elenco dei lavoratori interessati, va presentata all'INPS in via telematica entro il mese successivo a quello in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell'orario di lavoro. Di regola la domanda viene inoltrata per conto del datore di lavoro da parte di un consulente del lavoro o di un’associazione datoriale.

Messaggio INPS sulle modalità di presentazione delle domande

La domanda poteva essere presentata retroattivamente anche per periodi di sospensione avvenuti nel periodo decorrente dal 23 febbraio.

La domanda deve essere inoltrata anche alle organizzazioni sindacali territoriali.

In caso di aziende plurilocalizzate con unità produttive in 5 o più regioni o province autonome la domanda va presentata al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.

Ulteriori informazioni

Circolare INPS n. 61 del 23.05.2020

I lavoratori che si trovano in cassa integrazione possono svolgere lavoro autonomo o anche subordinato per un altro datore di lavoro, senza però avere diritto alla prestazione prevista.

Il lavoratore deve darne informazione al proprio datore di lavoro, presso il quale è attiva la procedura di cassa integrazione. Quest'ultimo deve essere d'accordo con l'attività svolta e darne a sua volta comunicazione all'INPS, ai sensi dell‘articolo 8, commi 2 e 3 del decreto legislativo 14 settembre 2015 n. 148.

Il contratto di prestazione occasionale "PrestO" è invece compatibile con il trattamento di cassa integrazione.

I percettori di cassa integrazione a zero ore possono lavorare in agricoltura fino ad un massimo di 30 giorni, prorogabili di altri 30, e fino ad un massimo di 2000 euro nel corso del 2020 senza subire riduzioni.

Per superare il periodo fino all’erogazione della cassa integrazione è stato raggiunto un accordo con le banche.

Tale accordo prevede che tutte le persone in cassa integrazione possono ottenere direttamente e senza procedure complicate un accredito pari a 1.400 euro a tasso zero.

Gli aventi diritto sono tutte le persone che si trovano in cassa integrazione per l’emergenza Covid-19.

Tutti gli interessati possono rivolgersi fin da subito alla propria banca per informarsi sulla procedura per richiedere l’anticipo.

L'anticipo può già essere concesso per varie tipologie di cassa integrazione. Per il resto i chiarimenti seguiranno nei prossimi giorni.

Per i datori di lavoro che non utilizzano più gli ammortizzatori sociali

Fino al 31 dicembre 2020 e in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, che non richiedono i trattamenti della cassa integrazione ordinaria, l'assegno ordinario e la cassa integrazione in deroga in conseguenza dello stato di emergenza Covid-19, ai sensi e per gli effetti di cui all’articolo 1 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, è riconosciuto l’esonero del versamento dei contributi previdenziali a loro carico per un periodo massimo di quattro mesi, fruibili entro il 31 dicembre 2020, nei limiti del doppio delle ore di integrazione salariale già fruite nei mesi di maggio e giugno 2020.

 

Per i datori di lavoro che assumono con contratto subordinato a tempo indeterminato

Fino al 31 dicembre 2020 i datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, che assumono, successivamente alla data del 14 agosto 2020 lavoratori con un contratto subordinato a tempo indeterminato possono fare valere l'esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, per un massimo di sei mesi decorrenti dall’assunzione. Il beneficio dell'azzeramento dei contributi previdenziali non si estende ai contributi e ai premi che sono invece dovuti a favore dell'INAIL. In ogni caso il beneficio dell’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali non può essere fatto valere in presenza di un contratto di apprendistato o di un contratto di lavoro domestico. Il beneficio spetta anche ai datori di lavoro che operano nel settore privato e che convertono un contratto a tempo determinato in un contratto a tempo indeterminato, successivamente alla data del 14 agosto 2020 e comunque entro il 31 dicembre 2020.

A decorrere dal 17 marzo 2020 le procedure pendenti avviate dopo il 23 febbraio 2020 relative a licenziamenti collettivi e individuali sono sospese e l'avvio di nuove procedure è precluso fino alla data del 31 dicembre 2020 e comunque sino al momento in cui termina il trattamento di integrazione salariale riconducibile all’emergenza epidemiologica da Covid-19 pendente presso la società istante. La sospensione delle procedure che hanno per oggetto un licenziamento oggettivo non opera nelle ipotesi di licenziamenti che sono motivati dalla cessazione definitiva dell’attività o in caso di licenziamenti intimati in caso di fallimento quando non sia previsto l’esercizio provvisorio dell’impresa e ne sia disposta la cessazione.

Il datore di lavoro che abbia proceduto nel periodo dal 23 febbraio al 17 marzo 2020 al recesso dal contratto di lavoro per giustificato motivo oggettivo può revocare il recesso, facendo richiesta del trattamento di cassa integrazione a partire dalla data di efficacia del licenziamento. Il rapporto di lavoro si intende ripristinato senza soluzione di continuità, senza oneri né sanzioni per il datore di lavoro.

Fino al 31 dicembre 2020 e in conseguenza dell'emergenza epidemiologica da Covid-19, il contratto a termine, la cui durata massima complessiva nei settori privati non può essere superiore a 24 mesi, potrà essere rinnovato a prorogato per una sola volta per un periodo massimo di dodici mesi, anche senza l’indicazione di una motivazione.

Di norma i contratti a termine che ravvisano una durata di 12 mesi, devono essere motivati ai sensi dell’articolo 19, comma 1 del decreto legislativo n. 81/2015, in presenza di un rinnovo o di una proroga del rapporto di lavoro.

ll decreto-legge del 17.03.2020 n. 18, integrato dal decreto-legge del 19.05.2020 n. 34 prevede il riconoscimento di un'indennità di 600 euro per il mese di marzo, rinnovata anche per il mese di aprile, alle seguenti categorie di soggetti:

  • liberi professionisti titolari di partita iva attiva alla data del 23.02.2020 e lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data iscritti alla Gestione separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie; in caso di comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito rispetto al secondo bimestre dell’anno precedente ovvero cessazione del rapporto di collaborazione coordinata e continuativa alla data del 19.05.2020 è riconosciuta un’indennità pari a 1000 euro per il mese di maggio;
  • lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell'AGO - artigiani, commercianti e coltivatori diretti - non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, ad esclusione della gestione separata;
  • lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1.01.2019 e il 17.03.2020, non titolari di pensione e non titolari di rapporto di lavoro dipendente, alla data del 17.03.2020; in caso di persistenza delle condizioni al 19.05.2020 è riconosciuta un'indennità pari a 1000 euro per il mese di maggio 2020;
  • lavoratori in somministrazione impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nei settori del turismo e degli stabilimenti termali che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro tra il 1.01.2019 e il 17.03.2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di Naspi alla data del 19.05.2020; per il mese di maggio 2020 è riconosciuta un’indennità pari a 1000 euro;
  • operai agricoli a tempo determinato, che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo; per il mese di aprile l’indennità sarà pari a 500 euro;
  • lavoratori iscritti al Fondo pensioni Lavoratori dello spettacolo, con almeno 30 contributi giornalieri versati nel 2019 al medesimo Fondo, cui deriva un reddito non superiore a 50.000 euro e non titolari di pensione; l’indennità è riconosciuta anche per il mese di maggio, anche nel caso di soli 7 contributi giornalieri versati nel 2019 e reddito non superiore a 35.000 euro, ma solo se non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente.

L'indennità non concorre alla formazione del reddito.

Le domande vanno presentate dal 1° aprile 2020 al 3 giugno, pena decadenza, sul sito di INPS.

 

Per i mesi di aprile e maggio 2020 il decreto-legge del 19.05.2020 n. 34 prevede il riconoscimento di un'indennità mensile di 600 euro anche alle seguenti categorie di soggetti che, in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID 19 hanno cessato, ridotto o sospeso la loro attività o il loro rapporto di lavoro, a condizione che non siano titolari di pensione o di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dall’intermittente:

  • lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo periodo;
  • lavoratori intermittenti, che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 31 gennaio 2020;
  • lavoratori autonomi privi di partita IVA, iscritti alla data del 23 febbraio 2020 alla Gestione separata con almeno un contributo mensile e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, che nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e il 23 febbraio 2020 siano stati titolari di contratti autonomi occasionali riconducibili alle disposizioni di cui all'articolo 2222 del c.c. e che non abbiano un contratto in essere alla data del 23 febbraio 2020;
  • incaricati alle vendite a domicilio con reddito annuo 2019 derivante dalle medesime attività superiore ad euro 5.000 e titolari di partita IVA attiva e iscritti alla Gestione Separata alla data del 23 febbraio 2020 e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

 

Per i mesi di aprile e maggio 2020 il decreto-legge del 19.05.2020 n. 34 prevede il riconoscimento di un'indennità mensile di 500 euro anche ai lavoratori domestici che abbiano in essere al 23 febbraio 2020 uno o più contratti di lavoro per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali a condizione che non siano conviventi con il datore di lavoro o titolari di pensione o di altro contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dal lavoro domestico.

Le indennità non concorrono alla formazione del reddito.

Le domande vanno presentate sul sito di INPS.

 

Con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali del 28 marzo 2020 sono stati stabiliti i criteri per il riconoscimento di un’indennità di 600 euro per il mese di marzo. L'indennità è prevista anche per il mese di aprile e maggio, a condizione che i beneficiari alla data di presentazione della domanda non siano titolari di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato o titolari di pensione.

  • ai lavoratori autonomi e professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria che abbiano percepito, nell’anno di imposta 2018, un reddito complessivo al lordo dei canoni di locazione assoggettati a “cedolare secca” (art. 3, D. Lgs. 23/11) o al regime delle locazioni brevi (art. 4 D.L. 50/17):

- non superiore a 35.000 euro, se l'attività sia stata limitata dai provvedimenti restrittivi emanati in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19;

- tra 35.000 euro e 50.000 euro per cessazione dell'attività (con chiusura della partita IVA, nel periodo compreso tra il 23 febbraio 2020 e il 31 marzo 2020) o per riduzione o sospensione dell’attività lavorativa (a tal fine occorre una comprovata riduzione di almeno il 33% del reddito del primo trimestre 2020, rispetto al reddito del primo trimestre 2019) in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.

L'indennità non concorre alla formazione del reddito.

Le domande vanno presentate dal 1° aprile agli enti di previdenza di iscrizione.

 

Per i mesi di aprile e maggio 2020 è riconosciuta un'indennità mensile di 600 euro per i lavoratori sportivi impiegati con rapporto di collaborazione presso il Comitato olimpico nazionale, il Comitato italiano paralimpico, le federazioni sportive nazionali, le discipline sportive associate, gli enti di promozione sportiva, le società e associazioni sportive dilettantistiche.

Le domande saranno gestite da Sport e Salute Spa.

 

Tutte le indennità descritte

  • non sono tra loro cumulabili
  • non sono compatibili con il reddito di cittadinanza, se di importo pari o superiore
  • non sono compatibili con il reddito di emergenza
  • sono compatibili con l'assegno ordinario di invalidità, di cui alla legge 222/1984
  • sono compatibili e cumulabili con l'indennità di disoccupazione NASpI e DIS-COLL (Attenzione: il decreto rilancio del 19.05.2020 ha escluso retroattivamente la cumulabilità con le prestazioni)
  • sono compatibili e cumulabili con indennità derivanti da borse di studio, stage e tirocini

 

Per chi non rientrasse tra i soggetti beneficiari delle suddette indennità, il decreto-legge del 19.05.2020 n. 34 prevede il riconoscimento di un reddito di emergenza per i nuclei familiari con residenza in Italia in condizioni di necessità economica dovuta all’emergenza COVID-19.

Il reddito di emergenza è erogato da INPS su richiesta, presentabile entro il 30 giugno 2020 anche tramite patronati.

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In presenza di determinati presupposti, il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, prevede il riconoscimento di un'indennità onnicomprensiva pari a 1.000 euro a favore delle seguenti categorie di persone:

  • I titolari di partita iva attiva e iscritti alla Gestione separata dell’INPS alla data del 17 marzo 2020 possono chiedere l’indennità, qualora non risultino essere iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie e alla data di presentazione della domanda non siano titolari di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dal contratto intermittente e non siano titolari di pensione;
  • lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 01.01.2019 e il 17.03.2020, non titolari di pensione e non titolari di rapporto di lavoro dipendente, alla data del 17.03.2020 in caso di persistenza delle condizioni
  • lavoratori in somministrazione impiegati presso imprese utilizzatrici operanti nei settori del turismo e degli stabilimenti termali che abbiano cessato involontariamente il rapporto di lavoro tra il 1.01.2019 e il 17.03.2020, non titolari di pensione, né di rapporto di lavoro dipendente, né di Naspi alla data del 19.05.2020;
  • lavoratori dipendenti stagionali appartenenti a settori diversi da quelli del turismo e degli stabilimenti terminali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 01.01.2019 e il 17.03.2020 e che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel medesimo, qualora alla data di presentazione della domanda non siano titolari di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dal contratto intermittente e non siano titolari di pensione;
  • lavoratori intermittenti che abbiano svolto la prestazione lavorativa per almeno trenta giornate nel periodo compreso tra il 01.01.2019 e il 17.03.2020 che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 hanno subito una riduzione della loro attività lavorativa, qualora alla data di presentazione della domanda non siano titolari di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato e non siano titolari di pensione;  
  • lavoratori autonomi, privi di partita IVA, non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie che nel periodo compreso tra il 01.01.2019 e il 29.02.2020 erano titolari di contratti autonomi occasionali ai sensi dell’articolo 2222 del codice civile e che alla data del 17 marzo 2020 erano iscritti alla Gestione separata dell’INPS con accredito di un contributo mensile nello stesso arco temporale di almeno un contributo mensile e che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 hanno subito una riduzione della loro attività lavorativa, qualora alla data di presentazione della domanda non siano titolari di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dal contratto intermittente e non siano titolari di pensione;
  • Incaricati alle vendite a domicilio che ravvisano un reddito annuo 2019 derivante dalle medesime attività superiore ad euro 5.000 e che in conseguenza dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 hanno subito una riduzione della loro attività lavorativa, qualora alla data di presentazione della domanda non siano titolari di contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, diverso dal contratto intermittente e non siano titolari di pensione;
  • Lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo per i quali risultano essere stati versati almeno 30 contributi giornalieri nell’anno 2019 al Fondo in parola, e che non hanno raggiunto un reddito superiore a 50.000 euro e non sono titolari di pensione;
  • Lavoratori iscritti al Fondo pensioni lavoratori dello spettacolo per i quali risultano essere stati versati almeno 7 contributi giornalieri nell’anno 2019 e che non hanno raggiunto un reddito superiore ai 35.000 euro e non sono titolari di pensione

Per le domande di disoccupazione agricola in competenza 2019 da presentarsi nell'anno 2020, il termine di presentazione è prorogato al 1° giugno 2020.

Per gli eventi di cessazione involontaria dei rapporti di lavoro intervenuti a fare data dal 1° gennaio 2020 e fino al 31 dicembre 2020 il termine di 68 giorni a pena di decadenza per la presentazione delle domande di NASpI e di DIS-COLL è prorogato di ulteriori 60 giorni, e diviene quindi di 128 giorni, decorrente dalla data di cessazione involontaria del rapporto di lavoro.

Le prestazioni NASpi e DIS-COLL spettano a decorrere:

  • dall’ottavo giorno successivo alla data di cessazione dell’ultimo rapporto di lavoro, se la domanda è presentata entro l’ottavo giorno;
  • dal primo giorno successivo alla data di presentazione della domanda, nel caso in cui la domanda sia stata presentata successivamente all'ottavo giorno;
  • dal sessantottesimo giorno successivo alla data di cessazione dell'ultimo rapporto di lavoro, se la domanda è presentata oltre il termine ordinario di 68 giorni dalla data di cessazione dell'ultimo rapporto di lavoro.

 

Le indennità di disoccupazione NASpI e DIS-COLL terminate tra il 1° marzo e il 30 aprile 2020 sono prorogate di ulteriori due mesi dal giorno di scadenza, a condizione che il percettore non sia beneficiario delle indennità straordinarie descritte al punto precedente. L’importo delle mensilità aggiuntive sarà pari all’importo dell'ultima mensilità originaria.

I percettori di NASpI, DIS-COLL, reddito di cittadinanza o altro ammortizzatore a zero ore possono lavorare in agricoltura fino ad un massimo di 30 giorni, prorogabili di altri 30, e fino ad un massimo di 2000 euro nel corso del 2020 senza subire riduzioni.

Il decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104 prevede che le indennità di disoccupazione NASpI e DIS-COLL terminate tra il 1° maggio 2020 e il 30 giugno 2020, sono prorogate per ulteriori due mesi dal giorno di scadenza, a condizione che il percettore non sia beneficiario delle indennità straordinarie descritte al punto precedente. L’importo delle mensilità aggiuntive sarà pari all’importo dell’ultima mensilità originaria.

I servizi della Ripartizione Lavoro nelle sedi di Bolzano, Merano, Silandro, Bressanone, Brunico e Egna vengono attualmente erogati solo su appuntamento da richiedersi via e-mail e telefono.

Per i lavoratori che terminano il proprio rapporto di lavoro stagionale e hanno in precedenza già rilasciato la propria dichiarazione di immediata disponibilità DID, l'iscrizione alle liste di disoccupazione resta valida, se la durata del rapporto di lavoro è inferiore a 6 mesi; in tal caso NON è necessario recarsi al Centro di mediazione lavoro per la conferma. In caso di diritto all'indennità di disoccupazione NASpI/DIS-COLL va comunque verificata la  propria posizione presso l'INPS o un patronato, attualmente tutti contattabili solo telefonicamente o via e-mail.

Tutti gli appuntamenti per i colloqui di orientamento attualmente programmati sono annullati. Una volta superata l’attuale situazione verranno inviati nuovi inviti da parte dei Centri di mediazione lavoro e del Servizio per l’integrazione lavorativa.

La conferma dello stato di disoccupazione può essere effettuata tramite intervista telefonica contattando il proprio Centro di mediazione lavoro.

Attualmente gli operatori dei Centri di mediazione lavoro stanno contattando tutte le persone che hanno richiesto l’indennità di disoccupazione per la sottoscrizione del patto di servizio. Il colloquio avviene interamente al telefono.

La ricerca di lavoro può continuare autonomamente tramite eJobLavoro, la borsa lavoro dell’Alto Adige.

La promozione di tutti i progetti per l'impiego temporaneo di persone disoccupate ai sensi della legge provinciale n. 11/1986, riprende, dopo la sospensione d'ufficio, a partire dal 23 aprile 2020.

Tutti i progetti sospesi possono riprendere in osservanza delle vigenti disposizioni di legge, delle vigenti misure igienico-sanitarie e nel rispetto dei protocolli di sicurezza anti-contagio. I soggetti ospitanti decidono se riattivare il progetto ovvero proseguire il periodo di sospensione.

A tutela delle persone coinvolte, ai sensi dell'articolo 28, comma 5 della legge provinciale 16 aprile 2020, n. 3, durante il periodo di sospensione gli enti ospitanti garantiranno l'erogazione dell'assegno e della corrispettiva copertura contributivo-previdenziale previsti nell'ambito dei progetti, anche nel caso in cui la persona si trovi in stato di malattia o sia sottoposta a misure di quarantena obbligatoria.

Il pagamento delle giornate di sospensione e la relativa copertura contributiva avverrà sulla base del piano orario settimanale concordato nel singolo progetto. I giorni di sospensione pagati, equivalgono a giorni di presenza effettiva. Il periodo di sospensione non viene recuperato al termine del progetto

La promozione di tutti i progetti di inserimento lavorativo per persone disabili in convenzione individuale ai sensi della legge provinciale n. 7/2015, riprende, dopo la sospensione d’ufficio, a partire dal 23 aprile 2020.

Tutti i progetti sospesi possono riprendere in osservanza delle vigenti disposizioni di legge, delle vigenti misure igienico-sanitarie e nel rispetto dei protocolli di sicurezza anti-contagio. I soggetti ospitanti decidono se riattivare il progetto ovvero proseguire il periodo di sospensione, comunicando l’eventuale riattivazione al proprio tecnico per l’integrazione lavorativa.

A tutela delle persone coinvolte, ai sensi dell'articolo 28, comma 1 della legge provinciale 16 aprile 2020, n. 3, durante il periodo di sospensione la Provincia garantisce l'erogazione di un'indennità mensile di 400 €, che verrà pagata d’ufficio da parte dell'ufficio Servizio Lavoro.

La medesima indennità è riconosciuta anche alle persone, i cui progetti di inserimento lavorativo si trovino in fase di istruttoria, in attesa di approviazione durante il periodo di sospensione presso l'Ufficio Servizio lavoro.

Il periodo di sospensione potrà essere recuperato al termine del progetto. La richiesta va inviata all'indirizzo as.sl@pec.prov.bz.it o sl@provincia.bz.it.

 

Dal 9 marzo sino al 31 maggio 2020 sono sospesi tutti termini ordinatori e perentori previsti dalle disposizioni legislative e regolamentari, nonché da atti amministrativi generali provinciali per l’adempimento di oneri posti a carico di imprese, cittadini e liberi professionisti in scadenza nel predetto periodo.

Il termine per la presentazione delle domande di liquidazione dei contributi concessi per l’assunzione di persone disabili ai sensi della legge provinciale n. 7/2015 è prorogato al 1° giugno 2020.

I termini concordati nei programmi di assunzione stipulati ai sensi dell’articolo 11 della legge n. 68/1999 in scadenza tra il 9 marzo e il 31 maggio sono prorogati al 1° giugno 2020.

I termini di pagamento stabiliti nei provvedimenti di esonero parziale concesso ai sensi dell’articolo 5, comma 3 della legge n. 68/1999 in scadenza tra il 9 marzo e il 31 maggio sono prorogati al 1° giugno 2020.

Tutti i certificati, attestati e permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi in scadenza tra il 31 gennaio e il  31 luglio 2020 conservano la loro validità fino a 90 giorni dalla cessazione dello stato di emergenza COVID-19 (attualmente fino al 31 ottobre 2020).

I nulla osta all'assunzione per il collocamento mirato ai sensi della legge n. 68/1999 in scadenza tra il 31 gennaio e il 31 luglio 2020 sono prorogati fino al 31 ottobre 2020.

La promozione di tutti i tirocini riprende, dopo la sospensione d’ufficio, a partire dal 23 aprile 2020.

Tutti i tirocini sospesi possono riprendere in osservanza delle vigenti disposizioni di legge, delle vigenti misure igienico-sanitarie e nel rispetto dei protocolli di sicurezza anti-contagio. I soggetti ospitanti decidono se riattivare il progetto ovvero proseguire il periodo di sospensione.

In caso di riattivazione va presentato un nuovo progetto in ProPraktika e ove previsto inviata la relativa comunicazione di assunzione via ProNotel2.

A tutela delle persone coinvolte nei tirocini di inserimento lavorativo a favore di persone svantaggiate sul mercato del lavoro, ai sensi dell'articolo 28, comma 1 della legge provinciale 16 aprile 2020, n. 3, durante il periodo di sospensione la Provincia garantisce l'erogazione di un'indennità mensile di 400 €, che verrà pagata dall'Ufficio Servizio lavoro su istanza di parte. La domanda va inviata all'indirizzo as.sl@pec.prov.bz.it o sl@provincia.bz.it.

I permessi di soggiorno in scadenza sono prorogati fino al 31 agosto 2020. 

Sono prorogati fino al 31 agosto 2020 anche:

  • i nulla osta al lavoro stagionale, previsti dal comma 2 dell'articolo 24 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286;
  • i nulla osta al lavoro per casi particolari di cui agli articoli 27 e ss. del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286 (ricerca, blue card, trasferimenti infrasocietari);
  • i nulla osta al ricongiungimento familiare ai sensi degli articoli 28 e ss. del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286;
  • i termini per la conversione dei permessi di soggiorno da studio a lavoro subordinato e da lavoro stagionale a lavoro subordinato non stagionale;
  • le autorizzazioni al soggiorno di cui all’articolo 5, comma 7 del decreto legislativo 25 luglio 1998, n. 286; 

È inoltre prevista una proroga fino al 31 dicembre 2020 della validità dei permessi di soggiorno per lavoro stagionale in scadenza tra il 23 febbraio 2020 e il 31 maggio 2020.

L'articolo 103 del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34 prevede due procedure di emersione:

    A) una procedura di regolarizzazione di rapporti di lavoro con cittadini italiani e stranieri presenti sul territorio nazionale prima dell’8 marzo 2020
    B) la possibilità per cittadini stranieri con permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019 di richiedere un permesso temporaneo della durata di 6 mesi a partire dalla richiesta

    Le procedure di regolarizzazione riguardano i seguenti settori di attività:

    • agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse;
    • assistenza alla persona per sé stessi o componenti della propria famiglia, affetti da patologie che ne limitino l'autosufficienza
    • lavoro domestico

    A) Emersione rapporti di lavoro

    Datori di lavoro - requisiti

    Possono presentare le domande di emersione i datori di lavoro che intendono sottoscrivere un contratto di lavoro subordinato o dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare in corso, nei settori previsti.

    La richiesta può essere presentata da:

    • cittadino italiano o comunitario
    • cittadino straniero titolare di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo (carta di soggiorno)

    I datori di lavoro devono possedere un reddito imponibile minimo annuo

    • per i settori produttivi agricoltura allevamento e zootecnica pesca e acquacoltura e attività connesse non inferiore a 30.000 euro
    • per i settori del lavoro domestico o di assistenza alla persona:
      • non inferiore a 20.000 euro in caso di nucleo familiare con una sola persona percettore di reddito,
      • non inferiore a 27.000 euro in caso di nucleo familiare composto da più conviventi

    La verifica dei requisiti reddituali non si applica se il datore di lavoro è affetto da patologie o disabilità che ne limitano l’autosufficienza, nel caso la richiesta di regolarizzazioni riguardi appunto un’assunzione ai fini della propria assistenza. A tal fine il richiedente deve depositare una certificazione della struttura sanitaria pubblica o del medico convenzionato SNN, rilasciata antecedentemente all’inoltro della domanda, che attesti la limitazione dell’autosufficienza.

    Lavoratori - requisiti

    La richiesta di regolarizzazione può essere presentata a favore di lavoratori italiani o stranieri presenti sul territorio nazionale alla data dell’8 marzo 2020.

    La presenza in Italia va dimostrata tramite rilievi fotodattiloscopici, dichiarazione di presenza resa ai sensi della legge 28 maggio 2007, n, 68, o documentando la propria presenza con attestazioni di data certa rilasciata da organismi pubblici (anche soggetti privati o municipalizzati che istituzionalmente o per delega svolgono una funzione o un’attribuzione pubblica o un servizio pubblico).

    In tutti i casi i cittadini stranieri non devono aver lasciato l'Italia dopo l’8 marzo 2020.

    Presentazione delle domande

    Le domande per la regolarizzazione di rapporti di lavoro con cittadini extracomunitari vanno presentate dal 1° giugno dal 15 agosto 2020 (fino alle ore 22:00) tramite procedura telematica accessibile dal portale dedicato del Ministero dell’Interno.

    Le domande per la regolarizzazione di rapporti di lavoro con cittadini italiani e comunitari vanno presentate dal 1° giugno al 15 agosto 2020 tramite procedura telematica accessibile dal portale dedicato di INPS.

    Non occorre fretta: In ambedue i casi non sono state fissate quote massime di ammissione: tutte le domande presentate saranno trattate.

    Le domande possono essere inviate in nome e per conto di datori di lavoro diversi da sé stessi, purché il richiedente sia munito di apposita delega in tal senso, che dovrà essere inoltrata insieme alla documentazione prevista.

    Oneri

    Per la regolarizzazione i costi previsti a carico dei datori di lavoro sono:

    • un contributo forfetario di 500 euro a copertura degli oneri connessi all’espletamento della procedura di emersione;
    • un ulteriore contributo forfettario dovuto a titolo retributivo, contributivo e fiscale per ogni mese o frazione di mese di rapporto di lavoro da regolarizzare (data inizio lavoro irregolare – data presentazione istanza di emersione) (SOLO per chi ha dichiarato la sussistenza del rapporto irregolare al momento della presentazione della domanda di emersione) da calcolarsi nel seguente modo:
      • 300 euro per il settore agricoltura, allevamento e zootecnia, pesca e acquacoltura e attività connesse per ogni mese o frazione di mese di durata del rapporto di lavoro irregolare (indicare nel campo "codice tributo" sul modello F24 il codice CFZP)
      • 156 euro per il settore domestico per ogni mese o frazione di mese di durata del rapporto di lavoro irregolare (indicare nel campo "codice tributo" sul modello F24 il codice CFLD)
      • 156 euro per l'assistenza alla persona per ogni mese o frazione di mese di durata del rapporto di lavoro irregolare (indicare nel "campo codice" tributo sul modello F24 il codice CFAS)
    • una marca da bollo da 16 euro

    Documenti da preparare

    Ad integrazione della domanda il Servizio lavoro, una volta ottenuto un primo parere della Questura, richiederà i seguenti documenti via mail al datore di lavoro:

    per il datore di lavoro

    • documento di identità
    • permesso di soggiorno UE di lungo periodo (carta di soggiorno) in caso di cittadino extracomunitario;
    • ricevuta di versamento del contributo forfettario di 500 euro (F24);
    • ricevuta di versamento del contributo forfettario dovuto a titolo retributivo, contributivo e fiscale per ogni mese o frazione di mese di rapporto di lavoro da regolarizzare (per il calcolo vedasi sopra) (F24);
    • marca da bollo pari a 16,00 euro, il cui codice identificativo sia stato inserito in domanda;
    • documentazione a comprova dei requisiti reddituali – ultima dichiarazione dei redditi, bilancio di esercizio
    • certificazione della struttura sanitari pubblica o del medico convenzionato SSN, rilasciata in data antecedente all’inoltro della domanda, che attesti la limitazione dell’autosufficienza (ove presente nel caso in cui la dichiarazione riguardi l’attività di assistenza alla persona);

    per il lavoratore

    • documento di identità o equipollente in corso di validità (lasciapassare comunitario, lasciapassare frontiera, titolo di viaggio per stranieri, titolo di viaggio apolidi, titolo di viaggio rifugiati politici, attestazione di identità rilasciata dalla Rappresentanza diplomatica in Italia del Paese di origine);
    • documentazione a comprova della presenza in Italia – dichiarazione di presenza o attestazioni di data antecedente all’8 marzo 2020 rilasciate da organismi pubblici (anche soggetti privati o municipalizzati che istituzionalmente o per delega svolgono una funzione o un’attribuzione pubblica o un servizio pubblico) nel caso il parere della Questura non comprovi la presenza in Italia tramite rilievi fotodattiloscopici;
    • titolo con il quale il lavoratore detiene l'alloggio (ad es. comodato d'uso, contratto di affitto, anche se non registrato) o dichiarazione di cessione di fabbricato per ospitalità presentata alla competente autorità di pubblica sicurezza nel caso il lavoratore alloggi presso il datore di lavoro o sia ospite presso altri;
    • certificato di idoneità alloggiativa o di idoneità igienico-sanitaria relativo all'abitazione ove alloggia il lavoratore (anche nel caso in cui alloggi presso il datore di lavoro); qualora non ancora rilasciato, dovrà essere presentata la ricevuta attestante la richiesta presentata al Comune competente.

    Una volta verificata la documentazione inoltrata, le parti verranno convocate per la sottoscrizione del contratto di soggiorno. All’appuntamento le parti si dovranno presentare con un documento di identità valido, possibilmente il medesimo inoltrato insieme alla documentazione integrativa.

    Durante l'elaborazione delle domande è consentito svolgere attività lavorativa esclusivamente presso il datore di lavoro che presenta la domanda e solo previa invio della comunicazione obbligatoria.


    B) Regolarizzazione soggiorno

    I cittadini stranieri, con permesso di soggiorno scaduto dal 31 ottobre 2019, non rinnovato né convertito possono richiedere un permesso di soggiorno temporaneo, valido solo nel territorio nazionale della durata di 6 mesi dalla presentazione della richiesta. Il permesso di soggiorno temporaneo è convertibile in un permesso di soggiorno per lavoro subordinato, se al termine della sua durata il cittadino esibisce un contratto di lavoro subordinato.

    Lavoratori – requisiti

    La richiesta può essere presentata da parte di cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale alla data dell’8 marzo 2020.

    La presenza in Italia va dimostrata tramite rilievi fotodattiloscopici, dichiarazione di presenza resa ai sensi della legge 28 maggio 2007, n, 68, o documentando la propria presenza con attestazioni di data certa rilasciata da organismi pubblici (anche soggetti privati o municipalizzati che istituzionalmente o per delega svolgono una funzione o un’attribuzione pubblica o un servizio pubblico).

    In tutti i casi i cittadini stranieri non devono aver lasciato l’Italia dopo l’8 marzo 2020.

    Inoltre, i richiedenti devono dimostrare di avere lavorato nei tre settori interessati prima del 31 ottobre 2019.

    Presentazione delle domande

    Le domande per il rilascio del permesso temporaneo vanno presentate alla Questura tramite gli uffici postali – sportello amico dal 1° giugno al 15 agosto 2020 tramite apposito kit postale.

    Oneri

    Per la regolarizzazione i costi previsti a carico dei lavoratori sono:

    • un contributo forfetario di 130 euro + 30 euro a copertura degli oneri connessi all’espletamento della procedura di emersione;
    • una marca da bollo da 16 euro

     

    Per ulteriori informazioni e approfondimenti invitiamo a visitare i seguenti siti istituzionali:

    Ministero dell’Interno

    INPS

    Documentazione utile

    Art. 103 Decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34

    Art. 3 Decreto-legge del 16 giugno 2020, Nr. 52

    Decreto Interministeriale del 27 maggio 2020

    Circolare Ministero dell’Interno Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del 30 maggio 2020

    Circolare Ministero dell’Interno Dipartimento della pubblica sicurezza del 30 maggio 2020

    Circolare INPS del 31 maggio 2020, n. 68

    Messaggio INPS del 4 giugno 2020, n. 2327

    Risoluzione Agenzia delle Entrate del 29 maggio 2020, n. 27/E

    Circolare congiunta Ministero dell'Interno e Lavoro del 24 luglio 2020
    Allegato CO alla circolare congiunta Ministero dell'Interno e Lavoro del 24 luglio 2020

    Decreto Ministero del Lavoro del 7 luglio 2020

    Circolare congiunta Ministero dell’Interno e Ministero del Lavoro del 30 settembre 2020

    Risoluzione Agenzia delle Entrate del 25 settembre 2020, N. 58/E

     

    Le procedure di emersione in breve