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Sehen und gesehen werden - Vedere ed essere visti

Wanderausstellung "Sehen und gesehen werden. Partizipative Fotografie mit Flüchtlingen"

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Die Wanderausstellung besteht aus Fotos und Aussagen von Flüchtlingen aus dem "Fischerhaus" in Vintl. Georg Hofer hat zusammen mit den Flüchtlingen Südtirol bereist und seinen Begleitern die Kamera in die Hand gegeben. Diese haben, im Sinne der partizipativen Fotografie, die Bildsprache gewählt, um ihre Rolle im fremden Land zu erforschen und ihre Annäherung an die neue Welt zu dokumentieren.

Wer die Ausstellung sieht, kann somit diese Entdeckungsreise der Flüchtlinge nachverfolgen und beginnen zu verstehen, was es heißt, sich langsam einer neuen Welt anzunähern und dabei mit der eigenen Fremdheit, der eigenen Vergangenheit samt Entwurzelungserfahrung und des Erlebens extremer Veränderung konfrontiert zu werden.

Die Ausstellung gliedert sich in zwei groβe Teile: Der erste Teil “Sehen und gesehen werden” beziehungsweise “sehen lernen” zeigt Fotografien und reflektierende Texte zu den Bildern, die die “Fischerhausbuibm” und der Fotograf in Vintl entworfen haben. Der zweite Teil der Ausstellung “Ways to Vintl” beschäftigt sich mit fünf Themen: Armut als Fluchtursache, der Besuch der Familie von Bami Traorè, der Besuch der Familie von George Ampomah, die Stadt Agadez als Zentrum für organisierte Migration und Agbogbloshie als Beispiel für Landflucht sowie die vielschichtigen ökonomischen, ökologischen und sozialen Auswirkungen europäischen Konsumverhaltens.

Die Ausstellung wird von zwei weiteren Elementen begleitet:

- eine PVC-Plane, auf der die Migrationsrouten in Afrika und von Afrika nach Europa schematisch dargestellt werden;

- ein groβformatiges Begleitheft mit sozialanthropologischen Beiträgen von Barabara Sorgoni und Elisabeth Tauber zur institutionellen Wahrnehmung von Flüchtlingen und der Bedeutung von Bildspuren in der fotografischen Arbeit, sowie einem Bild-Text zur internationalen und italienischen Flüchtlingsthematik von Monika Weissensteiner. Die Beiträge behandeln die vielschichtigen rechtlichen, sozialen, kulturellen und visuellen Prozesse der Begegnung mit Menschen, die zu “Flüchtlingen” wurden.

Die Fotografen teilen ihre Blicke auf groβzügige Weise mit der Südtiroler Öffentlichkeit und erlauben uns Einblicke in ihre intimen sozialen Räume. Sie schenken uns die Möglichkeit, über ihre Bilder zu lernen anders zu sehen und laden uns ein, “keine Angst vor ihnen zu haben”. Das ist eine Chance für uns!

Mostra itinerante ‘Vedere ed essere visti. Fotografia partecipativa con rifugiati.’

La mostra itinerante consta di foto e dichiarazioni di rfiugiati ospiti della Fischerhaus di Vandoies.
Georg Hofer ha viaggiato attraverso l’Alto Adige insieme ai suoi accompagnatori dotati di macchina fotografica., è stato scelto il linguaggio delle immagini, interpretando così appieno il senso della fotografia partecipativa, per capire il proprio ruolo in una terra straniera e per documentare il loro approccio a questo nuovo mondo.
Chi vedrà la mostra, potrà seguire a posteriori questo viaggio di scoperta dei rifugiati e cominciare a capire, cosa significhi avvicinarsi gradualmente ad un nuovo mondo e confrontarsi al contempo con la propria estraneità, con il proprio passato contestualmente all’esperienza dello sradicamento e all’esperienza di un estremo cambiamento.
La mostra è strutturata in due macroparti :
- la Prima Parte ‚’Vedere ed essere visti’ ‚imparare a vedere’ che mostra fotografie e testi concepiti a Vandoies inerenti alle immagini che ritraggono gli abitanti della Fischerhaus ed il fotografo.
-la Seconda Parte‚’Ways to Vintl’, si occupa di cinque temi : la povertà come causa di fuga, la visita della famiglia di Bami Traorè, la visita della famiglia di George Ampomah, la citta di Agadez come centro della migrazione organizzata e Agbogbloshire come esempio di fuga dalla campagna, così come anche le molteplici sfaccettature dei risvolti economici, ecologici e sociali dei comportamenti consumistici dell’Europa.
 La mostra viene accompagnata da due ulteriori elementi:
-un pannello di PVC su cui sono rappresentate in maniera schematica le rotte della migrazione dall’Africa all’Europa
-un quaderno di contributi di carattere socioantropologico di Barbara Sorgoni ed Elisabeth Tauber sulla percezione istituzionale dei rifugiati e sul significato di tracce visive nel lavoro fotografico, così come anche di un abbinamento testo-immagine sulla tematica internazionale ed italiana dei rifugiati di Monika Weissensteiner.
I contributi trattano i variegati processi giuridici, sociali, culturali e visivi dell’incontro con uomini, divenuti ‘rifugiati’.
Le fotografie condividono generosamente i loro sguardi con l’opinione pubblica altoatesina e ci consentono di entrare nei suoi ambiti sociali. Ci offrono la possibilità di imparare attraverso le foto a pensare diversamente e ci invitano a non avere paura di loro; si tratta cioè di una vera opportunità!

Kontakt und Infos / per informazioni contattate:

Christine Spögler, Tel. 0471 413395

Downloads:

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Anmeldeformular

Organisatorische Hinweise

Begleitheft (4MB)

Montageanleitung

Checkliste für Auf- und Abbau

Feedbackbogen

Didaktische Materialien

Materiale didattico

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