Dal punto di vista della politica di sviluppo, oggi più
che mai l'immagine che l'Africa dà di sé è cupa e desolante;
non manca, però, qualche motivo di speranza.
Se in Sudafrica si è riusciti finalmente a sconfiggere
l'apartheid, l'Africa resta tuttavia un continente
dominato da indicibili sofferenze e tragedie umanitarie
che si ripropongono quotidianamente. Guerre,
siccità, inondazioni, epidemie, violazioni della dignità
umana e l'impossibilità di godere di diritti politici,
sociali ed economici caratterizzano questa parte del
mondo. L'Africa subsahariana non è ancora riuscita
a trovare la strada di uno sviluppo che sia in grado di
reggersi sulle proprie forze e di affrontare le proprie
responsabilità. Anche la politica di sviluppo non ha
dato i risultati sperati. Le problematiche che affliggono
l'Africa affondano spesso le radici nella dominazione
coloniale, le cui conseguenze non sono state
superate nemmeno grazie al crescente processo di
democratizzazione in corso in molti Stati. I principali
problemi del continente africano sono:
• crisi degli Stati e conflitti armati
• povertà e iniqua distribuzione delle ricchezze
• sottosviluppo sociale
• HIV/AIDS.
Oggi si parla globalmente di un'"africanizzazione
della povertà", nel senso che in Africa il numero dei
poveri è in continua crescita: 290 milioni di persone,
quasi la metà dell'intera popolazione del continente
a sud del Sahara, vivono in condizioni di assoluta
povertà. Il reddito annuo pro capite del continente
(escluso il Sudafrica) è pari a 316 dollari statunitensi
e, quindi, il più basso al mondo. Il 20 per cento dei
bambini che vivono nelle città e il 30-40 per cento dei
bambini che vivono nelle campagne sono malnutriti.
La metà della popolazione non ha accesso ad acqua
potabile incontaminata e il tasso di scolarizzazione,
anziché crescere, come in altre parti del mondo, è in
diminuzione; in particolare, solo il 23 per cento delle
bambine che vivono nelle zone rurali frequenta la
scuola. Molte volte i leader neri hanno preso il posto
dei padroni bianchi dell'epoca coloniale, portando
avanti la loro politica di sfruttamento. Molti paesi
dell'Africa sono governati ancora oggi da regimi dittatoriali
e da élite cleptocratiche. La concentrazione
della popolazione in pochi centri urbani, la violazione
del diritto all'autodeterminazione, l'assenza di investimenti
nelle infrastrutture fisiche e sociali e la diffusione
di strutture di produzione unilaterali ostacolano
uno sviluppo diffuso e reale, nonché l'integrazione
del continente africano nel mercato mondiale.
Stando così le cose, la divisione internazionale del lavoro è rimasta sostanzialmente immutata rispetto al
periodo coloniale: a tutt'oggi l'Africa esporta per lo
più materie prime e prodotti agricoli e importa prodotti
finiti. Ma, nonostante tutto, ci sono motivi di
speranza. Nel continente africano è palpabile la volontà
di una più stretta cooperazione economica, e in
molti paesi si stanno delineando anche una crescente
apertura in senso democratico ed una liberalizzazione
politica, mentre in ambito internazionale si diffonde
sempre di più la disponibilità a contribuire allo
sviluppo dell'Africa.
È in tale contesto che sono sorte le strategie della politica
internazionale di sviluppo a favore dell'Africa, i
cui obiettivi, da raggiungere entro il 2015, sono i seguenti:
• dimezzare la percentuale di persone che vivono
in assoluta povertà e delle persone che non hanno
accesso ad acqua potabile incontaminata;
• fornire un'istruzione generale di base ai ragazzi
e alle ragazze in tutti i paesi;
• ridurre di due terzi i tassi di mortalità dei neonati
e dei bambini di età inferiore ai cinque anni
e abbassare di tre quarti il tasso di mortalità da
gravidanza e parto;
• contenere l'ulteriore diffusione dell'HIV/AIDS,
della malaria e di altre patologie.
Un ruolo molto importante per l'Africa è svolto dalla
cooperazione allo sviluppo non statale, come ad
esempio quella che la Provincia di Bolzano finanzia
attraverso la collaborazione con numerose organizzazioni.
Nel capitolo seguente sono descritti alcuni
di questi progetti, la cui realizzazione, d'intesa con
i partner locali, ha permesso di migliorare la produzione
agricola e di aiutare molte persone e molti
gruppi a crearsi un'attività remunerativa e quindi a
garantirsi una fonte di reddito. Un'attenzione particolare
è rivolta all'opera di formazione e specializzazione
a favore dei giovani, nonché al miglioramento
delle condizioni sanitarie della popolazione, con speciale
riguardo all'assistenza materno-infantile, alla
cura dei malati di AIDS e alla ricerca sulla malaria.
Insieme con i gruppi operanti in Alto Adige sono stati
scelti gli obiettivi dei progetti e le località in cui attuarli,
per esempio Wera in Uganda, il Burkina Faso
o Apel in Sudafrica. Alcuni dei progetti finanziati nel
corso degli anni sono descritti qui di seguito.