News

Giunta nei comprensori 2/6: integrazione di famiglie di migranti

In Val Venosta molti Comuni svolgono già compiti di integrazione. L'assessora provinciale Pamer: “Una famiglia per Comune è solidarietà, non un obbligo”.

LACES/BOLZANO (USP). Attualmente il Servizio di coordinamento per l'integrazione presso la Ripartizione provinciale Politiche sociali, in stretta collaborazione con il Consorzio dei Comuni, sta lavorando a un delibera della Giunta provinciale volta a regolamentare l’alloggio assistito per le famiglie con background migratorio.

A seguito dell’attuale dibattito pubblico su questo tema, l’assessora provinciale alla Coesione sociale Rosmarie Pamer ha illustrato lo stato attuale delle cose durante la riunione della Giunta provinciale con i sindaci della Val Venosta. Si tratta di trovare alloggi nei Comuni altoatesini per 94 famiglie attualmente ospitate in hotel a Bolzano e di integrare queste famiglie nel miglior modo possibile nella comunità locale attraverso un progetto finanziato dalla Provincia e realizzato dalla Comunità comprensoriale. “Una famiglia per Comune non può essere definita un obbligo, si tratta piuttosto di solidarietà vissuta”, ha spiegato l'assessora durante la riunione. L'attuale sistemazione non è sensata né dal punto di vista economico né da quello sociale, poiché si tratta sempre anche dell'integrazione delle famiglie. “Slogan e populismo sono fuori luogo in questo contesto, si tratta piuttosto di una discussione responsabile e basata sui fatti”, afferma convinta l'assessora Pamer.

In Val Venosta molti Comuni partecipano già a progetti di integrazione e non sono quindi interessati dall'attuale programma. Tuttavia, le esperienze raccolte nei Comuni della Val Venosta costituiscono un importante contributo per gli altri Comuni. L’assessora provinciale alla Coesione sociale Pamer ha quindi suggerito di rafforzare la rete di collaborazione reciproca, in modo da poter chiarire le incertezze esistenti. È già certo che le famiglie non potranno usufruire di questo nuovo servizio gratuitamente, ma a una tariffa graduata in base al reddito. Questo si basa sul canone sociale dell'Istituto per l'edilizia sociale (IPES), che si applica in modo uguale a tutti gli utenti. “L'integrazione è un investimento strategico che ha ripercussioni sotto molti aspetti: sociali, economici e di comunità. È quindi nostro compito sociale agire nei settori dell'alloggio, dell'istruzione, del lavoro e delle relazioni sociali per rendere possibile l'integrazione”, afferma convinta l'assessora Pamer.

ASP/ck/mdg