FAQ

Nachfolgende Antworten wurden von der aus Vertretern des Südtiroler Gemeindenverbandes und der Abteilung Natur, Landschaft und Raumentwicklung eingesetzten Arbeitsgruppe ausgearbeitet.

Die Antwort erfolgt jeweils in der verwendeten Sprache der Anfrage.

Die Fragen und Antworten sind den Sachbereichen (Titeln) des Landesgesetzes Raum und Landschaft zugeordnet.

Die Antworten auf die einzelnen Fragestellungen erfolgen im Hinblick auf eine bestmögliche operative Umsetzung des L.G. Nr. 9/2018. Es wird präzisiert, dass die getroffenen Auslegungen im Laufe der Zeit durch nachfolgend eintretende Umstände, wie z.B. durch Gesetzesänderungen oder die Rechtsprechung Änderung erfahren können.

[Eingriffsgenehmigungen]

Einseitige Verpflichtserklärung / Atti unilaterali d’obbligo per autorizzare il Comune all’annotazione di vincoli tavolari – Questioni procedurali

 In quale momento della procedura per il permesso di costruire va richiesto l'atto unilaterale d'obbligo per l’iscrizione di vincoli tavolari oppure l'iscrizione di una servitù (p.es. riduzione distanza confini)? Nella procedura per la SCIA l'atto unilaterale d'obbligo per l’iscrizione di vincoli tavolari oppure di una servitù devono risultare già nella documentazione allegata alla segnalazione? La procedura per l’integrazione della documentazione deve essere prevista nel regolamento comunale sull’organizzazione dei procedimenti amministrativi?

È necessario premettere che nel modulo della richiesta di permesso di costruire, approvato con deliberazione della Giunta Provinciale del 9.6.2020 n. 404 e disponibile in SUE, devono essere inseriti, fra l'altro, tutte le informazioni e tutti i dati necessari e rilevanti per la localizzazione dell'immobile interessato dall'intervento edilizio, per la qualificazione e descrizione dell'intervento edilizio oggetto della richiesta e per suffragare l'esistenza dei presupposti prescritti per il rilascio del permesso di costruire. Tale modulo richiede inoltre di allegare certi documenti alla richiesta del permesso al momento dell'inoltro al SUE e reca la dichiarazione del richiedente di aver contezza del fatto che la L.P. 9/2018 prevede per varie fattispecie, per l'ottenimento del titolo abilitativo, la condizione che il richiedente presenti un atto unilaterale d'obbligo, con cui autorizza il Comune ad annotare un determinato vincolo nel libro fondiario. Nel modulo, a titolo esemplificativo, sono richiamati l'art. 27, co. 5, l'art. 37, co. 4 e 7, l'art. 39 in collegamento con gli artt. 17, co. 5, 19, co. 3, 21, co. 3 lettera c), 36 co. 4 e 38, co. 2 della l.p. n. 9/2018.

Il richiedente ha comunque la facoltà di allegare sin da subito l'atto unilaterale d'obbligo alla richiesta di permesso di costruire oppure di trasmetterlo spontaneamente in un secondo momento integrando la documentazione trasmessa al Comune tramite SUE.

Nell'ambito dell'istruttoria della richiesta pervenuta al Comune è necessario appurare, fra l'altro, quali sono i presupposti per il rilascio del permesso di costruire per l'intervento richiesto. Quando si accerta che fra i presupposti figura anche l'assunzione di un determinato vincolo mediante atto unilaterale d'obbligo che autorizza il comune o il sindaco ad annotare il relativo vincolo al libro fondiario e che tale atto unilaterale d'obbligo manca agli atti del Comune, si è in presenza di un motivo ostativo all'accoglimento della richiesta. Non si tratta quindi di un'incompletezza formale della richiesta (art. 76, co 4 l.p. n. 9/2018) e nemmeno di un caso di manifesta irricevibilità, inammissibilità, improcedibilità o infondatezza dell'istanza (art. 4 co. 1 della l.p. n. 17/1993), visto che il modulo della richiesta di permesso di costruire non prescrive di allegare l'atto unilaterale d'obbligo alla richiesta stessa.

In caso di motivi ostativi è obbligatorio applicare la disciplina di cui all'articolo 11-bis della legge provinciale n. 17/1993. I motivi ostativi devono quindi essere comunicati al richiedente, che può attivarsi e trasmettere l'atto mancante nei termini previsti. Si evidenzia che nell'ambito dello stesso procedimento l'art. 11-bis va utilizzato una volta soltanto, per comunicare tutti i motivi ostativi all'accoglimento della richiesta.

Lo stesso ragionamento vale per tutti i documenti che non devono obbligatoriamente essere allegati alla richiesta di permesso di costruire, ma che costituiscono presupposti per il rilascio del permesso di costruire.

Nel caso della SCIA la mancanza dell'atto unilaterale d'obbligo determina invece l'inammissibilità dell'attività ed il Comune dovrà avviare il procedimento per l'adozione del provvedimento motivato di divieto di prosecuzione dell'attività ai sensi dell'art. 77, co. 5 della l.p. 9/2018. Con tale provvedimento all'interessato vengono comunicati i motivi dell'inammissibilità dell'attività ed assegnato un termine non inferiore a trenta giorno (probabilmente meglio specificato nel regolamento di organizzazione di ciascun comune) per conformare l'attività alla normativa vigente.

Se il Comune ha fatto proprio, senza apportare delle modifiche sostanziali, il modello di regolamento sull'organizzazione dei procedimenti amministrativi ed istituzione del Front office per le pratiche edilizie e paesaggistiche, messo a disposizione del Consorzio dei Comuni, trova già implementati detti meccanismi e discipline nel proprio regolamento sull'organizzazione.

Comune di Ora

Datum: 4.8.2020
[Raumordnung]

Landwirtschaftsgebiet - Errichtung von Wirtschaftsgebäuden

Laut Art. 37 Abs. 2 des LGRL können innerhalb und außerhalb des Siedlungsgebiets Wirtschaftsgebäude in der Größe errichtet werden, die für eine rationelle Bewirtschaftung des landwirtschaftlichen Betriebs erforderlich ist. Wer stellt diese Größe fest und gibt es Richtlinien hierzu? Welche Gebäude fallen unter Wirtschaftsgebäude? Sind dies auch Mühlen, landwirtschaftliche Maschinenräume und Holzlager im Bereich der Hofstelle?

Für die Klärung der Frage, welches Ausmaß an landwirtschaftlicher Baumasse für die Betriebsführung notwendig ist, sind nicht die subjektiven Erfordernisse des Eigentümers maßgeblich, sondern es müssen objektive Kriterien zur Anwendung kommen. Das Verwaltungsgericht Bozen hat dazu im Urteil Nr. 133/2010 festgehalten: [...] im Bereich der geschlossenen Höfe ist diese „Notwendigkeit" der Gebäude für die Betriebsführung nach objektiven Kriterien zu bemessen und nicht nach subjektiven Erfordernissen des jeweiligen Eigentümers (siehe auch Urteil VwG. Bozen Nr. 56 vom 25.2.2010); Kriterien wie sie z.B. aus Richtlinien hervorgehen, welche von der Landesregierung erlassen werden (siehe unter anderem Amtsblatt der Region Nr. 23/I-II vom 10.6.2003, Seite 53)."

Für die Dimensionierung der Wirtschaftsgebäude sind demnach die Art der effektiv betriebenen landwirtschaftlichen Tätigkeit und das Ausmaß der bewirtschafteten Flächen maßgebend. Dabei ist zunächst vom Grundsatz auszugehen, wonach auf Natur- und Agrarflächen laut Art. 17 Abs. 4 des LGRL ein Bauverbot gilt und nur die vom Gesetz vorgesehenen Ausnahmen zulässig sind. Da es sich auch beim Art. 37 Abs. 2 des LGRL um eine Ausnahmebestimmung handelt, unterliegt sie einer restriktiven Auslegung Die Festlegung des zulässigen Ausmaßes an Baumasse mit der Zweckbestimmung für landwirtschaftliche Tätigkeit obliegt in erster Linie den Gemeinden, die in Zweifelsfällen auch auf die Beratung der zuständigen Fachämter der Landesabteilung Landwirtschaft zurückgreifen können. Die zulässige Größe für Maschinenräume kann aus der Tabelle 2 des Beschlusses der Landesregierung vom 11. Februar 2020, Nr. 90 (Richtlinien für die Förderung von Investitionen in landwirtschaftlichen Unternehmen) entnommen werden.

Im Art. 107 Abs. 1 des nunmehr abgeschafften Landesgesetzes vom 11. August 1997, Nr. 13 (Landesraumordnungsgesetz) wurden die landwirtschaftlichen Betriebsgebäude definiert und im Artikel 19 des abgeschafften Dekrets des Landeshauptmanns vom 23. Februar 1998, Nr. 5 (Durchführungsverordnung zum Landesraumordnungsgesetz) wurden die landwirtschaftlichen Betriebsgebäude aufgelistet. Da im LGRL eine entsprechende Reglementierung fehlt, wird in naher Zukunft eine Auslegung zwischen den beiden zuständigen Fachabteilungen für Landwirtschaft, Natur, Landschaft und Raumentwicklung sowie dem Südtiroler Gemeindenverband getroffen und den Gemeinden übermittelt. In Erwartung einer genaueren Festlegung können als Wirtschaftsgebäude laut Art. 37 Abs. 2 des LGRL die Betriebsgebäude zur Unterbringung des Viehs und zur Aufbewahrung der Geräte sowie die Gebäude und Anlagen für die Einbringung, Lagerung und Verarbeitung der örtlichen landwirtschaftlichen Erzeugnisse und für die Zubereitung und Direktvermarktung eigener Produkte angesehen werden.

Gemeinden Sarntal und Laas

Datum: 4.8.2020
[Landschaft]

Landwirtschaftsgebiet, Wald - Holzlagerplätze

Wie ist die Errichtung von Holzlagerplätzen im Landwirtschaftsgebiet und im Wald geregelt?

Bis zum Inkrafttreten des Landesgesetzes vom 10. Juli 2018, Nr. 9 (Raum und Landschaft) bildeten der Art. 107 Abs. 28 des Landesgesetzes vom 11. August 1997, Nr. 13 (Landesraumordnungsgesetz) und die von der Landesregierung hierzu erlassenen Richtlinien - Beschluss der Landesregierung Nr. 1526 vom 08.06.2009, geändert mit Beschluss Nr. 2190 vom 30.12.2010, die Rechtsgrundlage für die Errichtung von Holzlagerplätzen im Landwirtschaftsgebiet und im Wald. Infolge der Abschaffung des Landesraumordnungsgesetzes können besagte Richtlinien nicht mehr angewandt werden. Das Landesgesetz „Raum und Landschaft" sieht diesbezüglich keine Nachfolgenorm vor.

St. Martin in Thurn

Datum: 4.8.2020
[Eingriffsgenehmigungen]

Eingriffsgenehmigungen

Der Art.103 Abs. 11, des LG 9/2018 sieht für Eingriffe im Sinne des D.LH. 33/1998, Art.1, Abs. 1 Buchstabe a) - f) vor, dass es für diese Eingriffe keiner darüberhinausgehenden Mitteilung, Ermächtigung oder Genehmigung bedarf.

Ist aufgrund dieser Formulierung der Schluss zu ziehen, dass somit für einen Waldweg bis zu einer Gesamtlänge von 1.000 m und einer Kronenbreite von 2,50 m das forstlich-hydrogeologische Gutachten der Forstbehörde nicht mehr notwendig ist?

Mit der „Durchführungsverordnung über die Vereinfachung des Verwaltungsverfahrens hinsichtlich der Genehmigung von geringfügigen Eingriffen im Sinne des Landschaftsschutzgesetzes" - Dekret des Landeshauptmannes vom 6. November 1998, Nr. 33 - wurden auf der Grundlage des inzwischen abgeschafften Artikel 8 Abs. 1/bis des Landesgesetzes vom 25. Juli 1970, Nr. 16, Eingriffe festgelegt und definiert, die wegen ihrer Natur und ihres Umfanges geringfügige Eingriffe in die Natur und Landschaft darstellen und deshalb mit einem vereinfachten Verfahren genehmigt werden konnten. Der Bürgermeister erteilte für die in Art. 1 Abs. 1 festgelegten Eingriffe mit einem einzigen Bescheid die Landschaftsschutzermächtiung und die forstliche Ermächtigung (letztere, sofern mit dem Eingriff Erdbewegungsarbeiten im Gebiet mit forstlich-hydrogeologischer Nutzungsbeschränkungen verbunden waren). Bereits in der ursprünglichen Fassung des DLH Nr. 33/1998 war vorgesehen, dass für die Errichtung von Walderschließungswegen ein nicht bindendes Gutachten der Forstbehörde eingeholt werden musste. Laut Art. 105 Abs. 4 des LGRL bleibt das Dekret des Landeshauptmanns vom 6. November 1998, Nr. 33 in den Grenzen laut Art. 103 Abs. 11 aufrecht. Und der Art. 103 Abs. 11  des LGRL bestimmt: „(11) Unbeschadet der in diesem Gesetz vorgesehenen Verfahrensvereinfachungen können die Eingriffe laut Artikel 1 Absatz 1 Buchstaben a), b), c), d), e) und f) des Dekrets des Landeshauptmannes vom 6. November 1998, Nr. 33, in geltender Fassung, auf Antrag des Interessenten/der Interessentin unmittelbar vom gebietsmäßig zuständigen Bürgermeister/von der gebietsmäßig zuständigen Bürgermeisterin auch gemäß Artikel 6 des Landesgesetzes vom 21. Oktober 1996, Nr. 21, in geltender Fassung, genehmigt werden. Für diese Eingriffe bedarf es keiner darüberhinausgehenden Mitteilung, Ermächtigung oder Genehmigung."

Die in der gesetzlichen Ursprungsnorm (Art. 8 Abs. 1/bis des L.G. Nr. 16/1970) enthaltene Präzisierung, wonach für Bagatelleingriffe keine Baukonzession oder Bauermächtigung vorgeschrieben ist, hat im Art. 103 Abs. 11 des LGRL, laut welchem für die (noch verbliebenen) Bagatelleingriffe „keine darüberhinausgehende Mitteilung, Ermächtigung oder Genehmigung" notwendig ist, ihren Fortschreibung gefunden.

Konkret bedeutet dies, dass die Bagatellgenehmigung des Bürgermeisters die landschaftsrechtliche, forstliche und urbanistische Genehmigung des Eingriffs darstellt. Das im Art. 1 Abs. 1 des DLH Nr. 33/1998 vorgesehene nicht bindende Gutachten der Forstbehörde muss jedoch - wie bisher -  eingeholt werden.

Gemeinde Sarntal
Datum: 4.8.2020
[Planungsinstrumente]

Grün-Grün-Verfahren

Muss im Titel und in den Prämissen zum Beschluss des Gemeindeausschusses zur Einleitung eines Grün-Grün-Verfahrens lediglich der Landschaftsplan oder auch der Bauleitplan angeführt werden? Falls der Bauleitplan angeführt werden muss, ist dann der Gemeindeplan für Raum und Landschaft mit den Daten der Genehmigung des Bauleitplans anzuführen? Was muss im Beschlussverwaltungsprogramm beim Amtsanzeiger ausgewählt werden, nachdem die Änderung des Landschaftsplans nicht mehr vorgesehen ist?

Im Landschaftsplan werden die Widmungskategorien der Natur- und Agrarflächen festgelegt, abgegrenzt und geregelt (Art. 13 Abs. 2 und Art. 47 Abs. 1 Buchstabe b des LGRL).

Im Gemeindeplan für Raum und Landschaft werden alle für das Gebiet raum- und landschaftsrelevanten Vorgaben, auch aus anderen Instrumenten, wie dem Landschaftsplan, dargestellt (Art. 52 Abs. 1 des LGRL). Bestandteil des Gemeindeplans für Raum und Landschaft ist u. a. der Plan zur urbanistischen und landschaftlichen Flächenwidmung (Art. 52 Abs. 4 Buchstabe b des LGRL).

Grün-Grün-Änderungen sind jedoch Änderungen des Landschaftsplans und betreffen die Umwidmung von Flächen mit Nutzungswidmung Wald, Weidegebiet und alpines Grünland, Landwirtschaftsgebiet oder bestockter Wiese oder Weide in eine andere der genannten Nutzungen. Im Beschlussititel und in den Prämissen zur Grün-Grün-Änderung ist daher anzuführen, dass es sich um eine Änderung des Landschaftsplans handelt. Im Amtsanzeiger findet sich der entsprechende Beschlussakt unter Landschaftsplan - Genehmigung und Änderung (LG 9/2018, Art. 47).

Gemeinde Percha

Datum: 4.8.2020
[Raumordnung]

Qualitative Erweiterung von Gastbetrieben

Ist das Dekret des Landeshauptmanns Nr. 55 vom 18.10.2007 noch aufrecht?

Das D.LH. vom 18. Oktober 2007, Nr. 55 - „Verordnung über die Erweiterung gastgewerblicher Betriebe und die Ausweisung von Zonen für touristische Einrichtungen" erging als Durchführungsverordnung zu den Artikeln 29 Absatz  5 und 107 Absatz 11 des nunmehr aufgehobenen Landesgesetzes vom 11. August 1997, Nr. 13. Mit der Aufhebung des L.G. Nr. 13/1997 entbehrt die genannte Durchführungsverordnung einer entsprechenden gesetzlichen Grundlage und kann daher nicht mehr zur Anwendung gebracht werden. Der Art. 35 des neuen Landesgesetzes „Raum und Landschaft" vom 10. Juli 2018, Nr. 9 (LGRL) sieht vor, dass gastgewerbliche Betriebe erweitert werden können, „um sie den aktuellen Qualitätsstandards anzupassen". Voraussetzung dafür sind entsprechende Richtlinien und Grenzen für die Erweiterung, die von der Landesregierung, nach Anhören des Rates der Gemeinden, festgelegt werden müssen. Dabei sind auch die Fälle vorzusehen, in denen eine Abweichung von den urbanistischen Planungsinstrumenten zulässig ist. Eine entsprechende Beschlussfassung durch die Landesregierung liegt derzeit noch nicht vor.

Gemeinde Sterzing
Datum: 6.8.2020
[Aufsicht, Haftung, Sanktionen]

Aufsicht, Haftung und Sanktionen

Die Gemeinde hat in Bezug auf ein widerrechtliches Bauwerk die Anordnung für die unverzügliche Aussetzung der Arbeiten im Sinne der Art. 86 und 88 des Landesgesetzes Nr. 9/2018 ausgestellt und gleichzeitig die Einleitung des Verfahrens mitgeteilt. Besteht noch die Pflicht zur Veröffentlichung an der Amtstafel und der Statistik der widerrechtlichen Bauten?

Das mit dem Landesgesetz „Raum und Landschaft" vom 9. Juli 2018, Nr. 9 (LGRL) aufgehobene Landesraumordnungsgesetz (Landesgesetz vom 11. August 1997, Nr. 13) sah Folgendes vor: Gemäß Art. 81 Absatz 6 musste der Gemeindesekretär monatlich ein Verzeichnis der von der Gerichtspolizei gemeldeten widerrechtlich errichteten Bauwerke oder widerrechtlichen Grundstücksteilungen und der entsprechenden Verordnungen zur Baueinstellung anlegen. Das Verzeichnis musste an der Amtstafel der Gemeinde veröffentlicht und an die zuständige Gerichtsbehörde und den Landeshauptmann übermittelt werden. Die neue Regelung in Art. 86 Absatz 6 des LGRL beinhaltet einfachere Formen der Veröffentlichung und zwar müssen alle Maßnahmen, mit denen die Gemeinde  Sanktionen verhängt oder Sanktionierungsverfahren einstellt, auf der Internetseite der zuständigen Gemeinde veröffentlicht und der Gerichtsbehörde übermittelt werden. Die Erstellung eines monatlichen Verzeichnisses und die Weiterleitung an den Landeshauptmann sind nicht mehr notwendig. Sofern von den widerrechtlichen Maßnahmen Landschaftsgüter betroffen sind, empfiehlt sich die endgültige Maßnahme zur Kenntnis dem Amt für Landschaftsplanung und - beschränkt auf Naturparke, Biotope und Naturdenkmäler - dem Amt für Natur zu übermitteln. In Bezug auf die Meldung von Nachrichten über strafbare Handlungen in den Bereichen Landschaft und Bautätigkeit an die Gerichtsbehörde wird auf die Mitteilungen des Gemeindenverbandes Nr. 69/2013 und Nr. 93/2019 verwiesen, mit welchen die Ermittlungsanweisungen der Staatsanwaltschaft beim Landesgericht vom 15.07.2019 und vom 24.09.2019 zur Kenntnis gebracht wurden.

Gemeinde Rasen - Antholz

 

Datum: 4.8.2020
[Raumordnung]

Natur- und Agrargebiete - Parkplätze

Kann in den Natur- und Agrargebieten für den Bau von Parkplätzen laut Art. 40/bis LGRL nur von den Planungsinstrumenten und Bauordnungen abgewichen werden oder auch vom LGRL?

Gemäß Art. 13 des neuen Landesgesetzes „Raum und Landschaft" vom 10. Juli 2018, Nr. 9 (LGRL) werden die Natur- und Agrarflächen (Landwirtschaftsgebiet, Wald, bestockte Wiese und Weide, Weidegebiet und alpines Grünland, Felsregion und Gletscher sowie Gewässer) durch die Landschaftsplanung festgelegt, abgegrenzt und geregelt. Dies bedeutet, dass der Landschaftsplan die zulässigen Tätigkeiten und Eingriffe auf diesen Flächen festlegt. Laut der Übergangsbestimmung von Art. 4 des D.LH. vom 26. Juni 2020, Nr. 24 „Verordnung zum Bauwesen" gelten für die Natur- und Agrarflächen, bis zur Anpassung der Landschaftspläne an das neue Landesgesetz, soweit mit den geltenden landschaftlichen Unterschutzstellungen vereinbar, die den Widmungskategorien entsprechenden am 30. Juni 2020 geltenden Durchführungsbestimmungen der Bauleitpläne. Für die im konkreten Fall betroffene Gemeinde Schenna wurde mit Unterschutzstellungsvorschlag der Landesabteilung Natur, Landschaft und Raumentwicklung Nr. 380285 vom 10.06.2020 das Verfahren für die Anpassung der Bestimmungen an das Landesgesetz vom 10. Juli 2018, Nr. 9 eingeleitet. In den Durchführungsbestimmungen wird für das Landwirtschaftsgebiet (Art.12), für den Wald (Art. 13) sowie für das alpine Grünland und Weidegebiet (Art. 15) darauf verwiesen, dass in diesen Zonen die Bestimmungen des Landesgesetzes vom 10. Juli 2018, Nr. 9 mit den entsprechenden Durchführungsverordnungen gelten.

Gemäß Art. 17 Absatz 4 des LGRL sind in den Natur- und Agrargebieten keine Neubaumaßnahmen laut Art. 62 Absatz 1 Buchstabe e) des LGRL zulässig, sofern im LGRL nicht ausdrücklich anders vorgesehen. Dieses Verbot schließt insbesondere die „Errichtung von neuen ober- oder unterirdischen Bauten oder die Erweiterung der bestehenden Bauten außerhalb der bisher bestehenden Bausubstanz, wobei für die Maßnahmen an Zubehörbauten Ziffer 6) zu beachten ist", ein. Der Art. 40/bis des LGRL sieht, als Nachfolgenorm von Art. 124 Abs. 1 des LG Nr. 13/1997, die Möglichkeit vor, unterirdisch auf den Zubehörflächen oder in den im Erdgeschoss der Gebäude selbst gelegenen Räumen, auch in Abweichung von den geltenden Planungsinstrumenten und Bauordnungen, Parkplätze zu verwirklichen, die zum Zubehör zu den einzelnen Liegenschaftseinheiten bestimmt werden. Dies Regelung, welche ursprünglich nach dem Vorbild des Art. 9 des staatlichen Gesetzes Nr. 122/1989 (sog. Legge Tognoli) vom Landesgesetzgeber eingeführt wurde, ist auf den Zweck beschränkt, „die am 22. Juli 1992 bestehenden Gebäude, auch bei Abbruch und Wiederaufbau derselben, den Vorgaben des Mobilitäts- und Erreichbarkeitskonzepts der Gemeinde oder, in Ermangelung desselben, der Verordnung laut Artikel 21 Absatz 1 anzupassen." Es handelt sich um eine Sonderbestimmung mit Ausnahmecharakter, die auf die vom Gesetz vorgesehenen Fälle beschränkt ist. Sofern der Landschaftsplan der betroffenen Gemeinde für Natur- und Agrarflächen auf die Anwendung der Bestimmungen des LGRL verweist, ist auch auf diesen die Errichtung von Parkflächen (unterirdisch oder im Erdgeschoss bestehender Gebäude) im Sinne von Art. 40/bis LGRL als zulässig anzusehen. Besondere und einschränkende Bestimmungen, die der Landschaftsplan enthalten kann, bleiben jedenfalls aufrecht. Dies ergibt sich aus Art. 40/bis, letzter Satz: „Die in den Landschaftsschutz- und Umweltschutzgesetzen vorgesehenen Bindungen bleiben aber in jedem Fall aufrecht."

Gemeinde Rasen Antholz

Datum: 4.8.2020
[Eingriffsgenehmigungen]

Grenzmauer - Genehmigung

Unter welchen Baueingriff fällt die Errichtung oder Sanierung einer Grenzmauer?

Eine Mauer muss gemäß Art. 878 des italienischen Zivilgesetzbuches folgende Merkmale aufweisen, um als Grenz- bzw. Einfriedungsmauer im eigentlichen Sinne (italienisch „muro di cinta") zu gelten: 1. Die Mauer darf nicht höher als drei Meter sein. 2. Die Mauer muss isoliert und frei von anderen Bauwerken stehen. 3. Die Mauer muss den Zweck erfüllen, das eigene Eigentum abzugrenzen. Die Zuordnung zur Typologie der Grenz- bzw. Einfriedungsmauern ist für den erforderlichen Baurechtstitel nicht ausschlaggebend.  Vielmehr ist die tatsächliche Auswirkung der Mauer auf das betroffene Umfeld zu berücksichtigen - siehe dazu z.B. das Urteil des Verwaltungsgerichts Sizilien, Palermo, vom 18.09.2017, Nr. 2183: "Atteso che il D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380 (T.U. Edilizia) non contiene indicazioni dirimenti a chiarire se il muro di cinta necessiti del permesso di costruire (in quanto intervento di nuova costruzione), ovvero se sia sufficiente la denuncia di inizio di attività (in seguito s.c.i.a.), più che all'astratto genus o tipologia di intervento edilizio (sussumibile nella categoria delle opere funzionali a chiudere i confini sui fondi finitimi) occorre far riferimento all'impatto effettivo che le opere a ciò strumentali generano sul territorio." Grundsätzlich unterliegen alle „Neubaumaßnahmen", d.h. alle „Maßnahmen zur baulichen und raumordnerischen Umwandlung des Gebiets" laut Art. 62 Absatz 1 Buchstabe e) des Landesgesetzes vom 10. Juli 2018, Nr. 9 „Raum und Landschaft" (kurz: LGRL) einer Baugenehmigung. In Bezug auf Grenz- bzw. Einfriedungsmauern wird von der Rechtsprechung die Auffassung vertreten, dass eine Baugenehmigung erforderlich ist, wenn aufgrund der Beschaffenheit, der verwendeten Materialien sowie des Ausmaßes der Mauern bzw. der Flächen, die abgegrenzt werden, eine bauliche und raumordnerische Änderung des Gebiets erfolgt. In diesem Sinne hat das Verwaltungsgericht Kampanien, Napoli, am 28.04.2020, Nr. 1542, geurteilt: "In materia edilizia la realizzazione di un muro di recinzione necessita del previo rilascio del permesso a costruire laddove, avuto riguardo alla sua struttura e all'estensione dell'area relativa, sia tale da modificare l'assetto urbanistico del territorio, così rientrando nel novero degli interventi di nuova costruzione disciplinati dalla normativa di cui all'art. 3, comma 1, lett. e) del D.P.R. n. 380/2001." (siehe auch das Urteil des Verwaltungsgerichts Kampanien, Napoli Nr. 1154/2019 und Nr. 6782/2018 sowie das Urteil des Verwaltungsgerichts Molise, Campobasso, Nr. 432/2019 oder das Urteil des Verwaltungsgericht Venetien Nr. 67/2020). Grenzmauern mit bescheidenen Ausmaßen unterliegen keiner Baugenehmigung, sondern - laut der Rechtsprechung zu den staatlichen Bestimmungen des D.P.R. Nr. 380/2001 - einer ZeMeT. Aus dem Urteil des Staatsrates, Sektion VI, Nr. 10/2016 geht hervor: "Sulla base di tale approccio attento al rapporto effettivo dell'innovazione con la preesistenza territoriale, e che prescinde dal mero e astratto nomen iuris utilizzato per qualificare l'opus quale muro di recinzione (o altre simili), la realizzazione di muri di cinta di modesti corpo e altezza è generalmente assoggettabile al solo regime della denuncia di inizio di attività di cui all'articolo 22 e, in seguito, al regime della segnalazione certificata di inizio di attività di cui al nuovo articolo 19 della l. n. 241 del 1990 (in tal senso: Cons. Stato, IV, 3 maggio 2011, n. 2621). [...] Ciò detto, deve essere conseguentemente qui puntualmente confermato l'orientamento secondo cui, in linea generale, la realizzazione di recinzioni, muri di cinta e cancellate rimane assoggettata al regime della d.i.a. (in seguito: s.c.i.a.) ove dette opere non superino in concreto la soglia della trasformazione urbanistico-edilizia, occorrendo - invece - il permesso di costruire, ove detti interventi superino tale soglia." Siehe auch das Urteil des Staatsrates, Sektion VI, 09/07/2018, Nr. 4169. In Südtirol ist für Grenzmauern, die keine raumordnerische und bauliche Umwandlung des Gebiets zur Folge haben, von der Notwendigkeit einer Baubeginnmitteilung (BBM) auszugehen. Dasselbe gilt bei einer Sanierung von Grenzmauern mit geringfügigen Änderungen in Bezug auf die Höhe, Länge, Materialien usw. Dies ergibt sich aus Art. 72 des LGRL, der die BBM als Residualkategorie vorsieht, sofern es sich um Maßnahmen handelt, die in den Anhängen C, D und E zum Gesetz nicht angegeben sind.

Sofern es sich um landschaftlich geschützte Flächen handelt, ist für die Errichtung von Grenzmauern grundsätzlich eine landschaftsrechtliche Ermächtigung erforderlich (siehe zur Notwendigkeit einer landschaftsrechtlichen Genehmigung für die Errichtung einer Einzäunung das Urteil des Verwaltungsgerichts Lombardei, Mailand vom 28.07.2017, Nr. 1707: „Tali opere infatti, specie se - come nel caso oggetto del presente giudizio - sono di notevole estensione, presentano di regola un impatto visivo idoneo a incidere sulla percezione del paesaggio tutelato, e non possono perciò considerarsi irrilevanti dal punto di vista della tutela paesaggistica"). Lediglich für die im Anhang A unter Punkt A 13) angeführten Maßnahmen zur Instandhaltung, zum Ersatz oder zur Anpassung von Grenz- oder Stützmauern ist keine landschaftsrechtliche Genehmigung erforderlich. Es wird ergänzt, dass die Errichtung von Mauern laut den Sonderbestimmungen von Artikel 1 Absatz 1 Buchstaben a) und c) des Dekrets des Landeshauptmannes vom 6. November 1998, Nr. 33, weiterhin durch den Bürgermeister als sogenannter „Bagatelleingriff" genehmigt werden kann.

Gemeinden Schluderns, Laas
Datum: 29.7.2020
[Aufsicht, Haftung, Sanktionen]

Bauvergehen - Vorgangsweise der Gemeinde und nachträgliche Legalisierung

Die Gemeindeverwaltung hat vor dem 01.07.2020 ein Verfahren in Bezug auf die nicht genehmigte Errichtung eines Grillofens eingeleitet. Der Standort befindet sich in einer Erweiterungszone mit Durchführungsplan. Nun hat der Betroffene nach dem 01.07.2020 ein Ansuchen um Erteilung einer Ermächtigung für die nachträgliche Legalisierung des Vorhabens gestellt. Die Gemeinde kann jedoch aufgrund des Inkrafttretens des neuen LGRL keine einfache Bauermächtigung (wie von der Bauordnung vorgesehen) mehr ausstellen. Es stellt sich deshalb die Frage, welches Verfahren auf diese nachträgliche Genehmigung anzuwenden ist?

Gemäß den Bestimmungen des VI. Titels „Aufsicht, Haftung und Sanktionen" des Landesgesetzes „Raum und Landschaft" (Landesgesetz vom 10. Juli 2018, Nr. 9 - kurz: LGRL) ordnet die Gemeinde im Falle von Maßnahmen, die ohne entsprechende Baugenehmigung, davon abweichend oder mit wesentlichen Änderungen bzw. ohne ZeMeT, ohne BBM oder davon abweichend durchgeführt wurden, den Abbruch der Bauten und die Wiederherstellung des ursprünglichen Zustandes an. Diese Verfügungen setzen eine Verfahrenseinleitung gemäß Art. 14 des Landesgesetzes vom 22. Oktober 1993, Nr. 17 („Regelung des Verwaltungsverfahrens") voraus (siehe Art. 86 LGRL). Wenn die Gemeinde bereits vor Inkrafttreten des neuen LGRL das Verfahren eingeleitet hat, bleibt diese Verfahrenseinleitung aufrecht. Die darauffolgenden Maßnahmen müssen aber auf der Grundlage der zum Zeitpunkt ihres Erlasses geltenden Bestimmungen ergehen. Für Anträge auf nachträgliche Legalisierung, die nach dem 30.06.2020 eingereicht wurden, kommt Art. 95 des LGRL zur Anwendung. Gemäß Art. 95 ist es Voraussetzung für die nachträgliche Legalisierung von Maßnahmen, die ohne entsprechende Baugenehmigung, davon abweichend oder mit wesentlichen Änderungen bzw. ohne ZeMeT oder davon abweichend durgeführt wurden, dass die Maßnahmen sowohl bei ihrer Durchführung als auch bei Einreichung des Antrages mit der Raumordnungs-, Bau-, Landschaftsschutz- und Denkmalschutzregelung konform sind und nicht in Widerspruch zu den als Entwurf beschlossenen Raum- und Landschaftsplanungsinstrumenten stehen. Weiters ist die Zahlung eines Abgeltungsbetrags notwendig, dessen Höhe gemäß Art. 95 Absatz 3 (erster, zweiter und dritter Satz) festgelegt wird. Bei fehlender Baubeginnmitteilung (BBM) ist die Zahlung einer Geldbuße im Ausmaß von 1.000,00 € (siehe Art. 91 Absatz 4 LGRL) vorgesehen. Diese Strafe wird um zwei Drittel reduziert, wenn die BBM freiwillig noch während der Durchführung des Eingriffs erfolgt. Erfolgt die Mitteilung nicht freiwillig, muss der/die Betroffene der Aufsichtsbehörde die Kosten für die Feststellung, dass die damit verbundenen Voraussetzungen gegeben sind, erstatten.

Was die Errichtung eines „Grillofens" betrifft, hängt es von dessen Ausmaßen und dessen Beschaffenheit ab, welche Ermächtigung im Einzelfall als erforderlich angesehen werden muss. Ein Grill größeren Ausmaßes, der als eigenständiges Bauwerk mit Mauerwerk und einer Überdachung ausgeführt wurde, wird von der Rechtsprechung als „Neubaumaßnahme" (Definition in Art. 62 Absatz 1 Buchstabe e) Ziffer 1 des LGRL) angesehen, die einer Baugenehmigung unterliegt (vgl. z.B. die Urteile des Verwaltungsgerichts Kalabrien Nr. 900/2015 oder Nr. 701/2019). Ein „Grillofen" mit bescheidenen Ausmaßen, auch wenn er stabil am Boden verankert ist, kann hingegen als Ausstattungselement für Gebäudezubehörflächen im Sinne von Anhang C, Punkt C 8) des LGRL und somit als freie Baumaßnahme (Art. 71 Absatz 1 des LGRL) angesehen werden. Im Glossar "elenco non esaustivo delle principali opere edilizie realizzabili in regime di attività edilizia libera", das im Sinne von Art. 1 Absatz 2 des staatlichen Legislativdekrets vom 25. November; Nr. 222, mit Ministerialdekret vom 2. März 2018 genehmigt wurde, wird jedenfalls ein gemauerter Grill (barbecue in muratura) als solches Ausstattungselement (elemento di arredo delle aree pertinenziali degli edifici) angeführt, neben anderen Beispielen, wie einem Brunnen, einer Skulptur usw.

Gemeinden Vintl, Tirol

Datum: 29.7.2020