Cervo volante, progetto di ricerca con il coinvolgimento della popolazione

L'Ufficio ecologia del paesaggio lancia un progetto di ricerca decisamente innovativo. I dati sul cervo volante, un coleottero piuttosto diffuso in Alto Adige, potranno essere rilevati non solo da tecnici ed esperti, ma anche da semplici cittadini che potranno inviare foto, coordinate geografiche e molto altro ancora.

Il cervo volante è al centro di un innvotavio progetto di ricerca "dal basso"/Foto Ufficio Ecologia del paesaggio

Si chiama "Citizen Science", espressione anglofona letteralmente traducibile come "scienza del cittadino": stiamo parlando di un nuovo modo di concepire e approcciarsi al lavoro di ricerca partendo dal basso, ovvero chiedendo la collaborazione e la partecipazione di persone non specializzate in uno studio scientifico. Questa formula, diffusa principalmente negli Stati Uniti, sta dando risutlati interessanti in diversi settori che spaziano dalla biochimica all'astronomia, e ora sbarca anche in Alto Adige. A lanciare questo innovativo progetto di ricerca, infatti, è l'Ufficio ecologia del paesaggio della Provincia di Bolzano, che chiede la collaborazione di cittadini per rilevare la presenza del cervo volante.

"Sino ad ora - spiegano dall'Ufficio - sono stati raccolti solo pochi dati sulla sua reale diffusione, ma con l'aiuto di attenti osservatori della natura saraà possibile colmare questa lacuna". A chi avvista un cervo volante, e vuole partecipare al progetto di ricerca, viene richiesta almeno una foto dell'animale più una serie di altre informazioni: dalla località in cui è stato individuato con tanto di coordinate geografiche (è possibile trovarle in internet sul geobrowser a questo link) a data e ora del ritrovamento, dal tipo di habitat alle condizioni meteorologiche. Tutte le informazioni, comprensive dei propri dati personali, vanno inviate per e-mail a giulia.ligazzolo@provincia.bz.it, a breve sarà disponibile online un modulo relativo alle segnalazioni.

Il cervo volante è un coleottero che vive nei boschi di latifoglie, in particolare nei querceti, ed è diffuso principalmente in Val Venosta, Val d'Adige e Val d'Isarco. Questa specie deve il proprio nome alla presenza di due strutture che ricordano le corna di un cervo, ma che altro non sono che mandibole molto sviluppate (più nel maschio che nella femmina). Grazie a questa caratteristica il maschio è facilmente riconoscibile, mentre la femmina può essere eventualmente confusa con coleotteri di altre specie. Entrambi hanno una colorazione nero-brunastra e una dimensione che varia tra i 25 e i 75 millimetri.

mb

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