Prato e prati freschi e asciutti in Alto Adige

Praterie alpine primarie acidofile (Caricetea curvulae)

Fitosociologia: la classe di riferimento è Caricetea curvulae. Essa comprende due ordini che saranno considerati anche nei successivi paragrafi come distinti: Caricetalia curvulae, di stazioni più o meno fresche di alta quota, e Festucetalia spadiceae, di versanti più termofili e rocciosi. In essa anche l’alleanza Nardion strictae che, invece, corrisponde a un habiat Natura 2000 diverso, cioè 6230* (= formazioni erbose a Nardus, ricche di specie, su substrato siliceo delle zone montane (e delle zone submontane dell’Europa continentale)) e che verrà trattato nella scheda dei nardeti

Descrizione

Questo tipo include le praterie, quasi esclusivamente primarie, più o meno continue. L’aspetto fisionomico è assai differente nei due tipi principali, con i grossi cespi di specie del genere Festuca, e le comunità riconducibili ai cosiddetti curvuleti o loro varianti con stature più modeste e, alla fine dell’estate, con punte già ingiallite e caratteristico portamento ricurvo. In Caricetalia curvulae, in realtà, sono incluse anche formazioni a Juncus trifidus che a livello fisionomico-strutturale (dimensione dei cespi e portamento) si avvicinano maggiormente ai festuceti. Singolare è anche il loro precoce arrossamento estivo al sopraggiungere delle prime gelate. Apprezzabile, in alcune comunità, la partecipazione dei licheni.

Corrispondenza con altri sistemi di classificazione

Natura 2000, checklist degli habitat dell’Alto Adige, Corine, EUNIS.

Distribuzione

Comunità diffuse in tutte le catene montuose del continente e, a nord, anche a quote inferiori (con tipi simili). In Alto Adige sono assai ben rappresentate, con baricentro nei settori a substrato siliceo.

Ecologia

Le praterie qui considerate, nella loro diversa articolazione, interessano estesi versanti, a volte molto ripidi, in differenti esposizioni, siano essi quasi rupestri oppure subpianeggianti. Alcuni aspetti termofili interessano la fascia montana, ma il loro optimum si attesta a livello subalpino e si spingono al limite delle vallette nivali. Il suolo, derivante da substrati silicatici e con reazione più o meno marcatamente acida, può avere diversi livelli di maturazione, di contenuto in scheletro, di sostanze organiche che si decompongono molto lentamente al punto da favorire la podsolizzazione, processo pedogenetico tipico di climi freddi e umidi che comporta la formazione di un orizzonte decolorato (simile a cenere) mentre quelli colorati con ossidi di ferro e alluminio sono più profondi. L’umidità può essere molto variabile, da stazioni secche ed esposte ai gelidi venti (tipiche le formazioni a Juncus trifidus sui crinali più esposti) a stazioni riparate con presenza di specie subigrofile in prossimità di torbiere e piccole sorgenti (in tal caso importanti anche le briofite). Allo stesso modo vi sono stazioni con forti escursioni termiche che favoriscono specie a impronta continentale (ad esempio le balze rocciose soleggiate), ed altre più riparate (versanti poco acclivi, freschi e lungamente innevati) ove prevalgono specie meno rustiche. Nella fascia subalpina, questo tipo di prateria è il risultato di un’antica espansione di pascoli e prati falciabili e l’eventuale abbandono (fenomeno poco diffuso in Alto Adige al contrario del resto dell’arco alpino) favorisce l’affermazione di nardeti e aspetti a Poa variegata che successivamente saranno colonizzati da rododendro ferrugineo.

Specie vegetali tipiche

Specie tipiche Nome specie italiano Specie dominanti Specie caratteristiche Lista rossa Alto Adige Specie protette (legge protezione della natura) Note
Festucion variae            
Avenula pratensis agg. Gruppo di Avena dei prati x   LC    
Carex sempervirens Carice sempreverde          
Festuca paniculata Festuca panicolata x x      
Festuca varia Festuca varia x x LC!    
Hieracium intybaceum Sparviere vischioso          
Laserpitium halleri Laserpizio di Haller   x      
Paradisea liliastrum Paradisia, Giglio di monte     NT x  
Phyteuma betonicifolium Raponzolo a foglie di betonica          
Poa variegata Fienarola violacea x x      
Potentilla grandiflora Potentilla a fiori grandi          
Sempervivum wulfenii Semprevivo di Wulfen   x LC!    
Silene nutans Silene pendente          
Veronica fruticans Veronica fruticosa          
Caricion curvulae            
Agrostis agrostiflora Agrostide di Schrader          
Agrostis rupestris Agrostide rupestre          
Androsace obtusifolia Androsace a foglie ottuse       x  
Avenula versicolor Avena bronzea          
Carex curvula Carice ricurva x x      
Euphrasia minima Eufrasia minima          
Festuca halleri Festuca di Haller x x      
Festuca nigricans Festuca nerastra x        
Gentiana brachyphylla Genziana a foglie brevi       x  
Hieracium glanduliferum Sparviere ghiandolifero   x      
Juncus jacquinii Giunco di Jacquin          
Juncus trifidus Giunco trifido x x      
Luzula lutea Luzola gialla          
Luzula spicata Luzola pendula          
Minuartia recurva Minuartia ricurva   x      
Oreochloa disticha Oreochloa a spighette distiche   x      
Pachypleurum mutellinoides Motellina pigmea          
Pedicularis kerneri Pedicolare di Kerner   x      
Persicaria vivipara Poligono viviparo          
Phyteuma globulariifolium Raponzolo minore   x      
Phyteuma hemisphaericum Raponzolo emisferico          
Potentilla frigida Potentilla gelida   x      
Primula minima Primula minima       x  
Pulsatilla vernalis Pulsatilla primaverile       x  
Ranunculus kuepferi Ranuncolo di Küpfer          
Scorzoneroides helvetica Dente di leone elvetico          
Senecio carniolicus Senecione della Carniolia          
Silene acaulis subsp. exscapa Silene a cuscinetto della silice          
Veronica bellidioides Veronica falsa pratolina   x      
Nardion            
Agrostis agrostiflora Agrostide di Schrader          
Ajuga pyramidalis Bugola piramidale   x      
Antennaria dioica Sempiterni di montagna          
Anthoxanthum alpinum Paleino delle Alpi          
Arnica montana Arnica  x x     specie   della Direttiva Habitat (allegato V)
Avenella flexuosa Avenella  capellina          
Botrychium lunaria Botrichio lunaria       x  
Campanula barbata Campanula barbata   x      
Campanula scheuchzeri Campanula di Scheuchzer          
Carex pallescens Carice verde-pallida          
Coeloglossum viride Celoglosso        x  
Festuca nigrescens Festuca cespugliosa x        
Gentiana acaulis Genziana di Koch   x   x  
Gentiana pannonica Genziana pannonica     EN x  
Gentiana punctata Genziana punteggiata       x  
Geum montanum Cariofillata montana x x      
Hypochaeris uniflora Costolina uniflora   x      
Luzula alpina Luzola alpina   x      
Luzula multiflora Luzola multiflora          
Luzula sudetica Luzola dei Sudeti          
Nardus stricta Nardo, Cervino  x        
Nigritella rhellicani Nigritella comune       x  
Persicaria vivipara Poligono viviparo          
Phyteuma betonicifolium Raponzolo a foglie di betonica          
Potentilla aurea Potentilla dorata          
Potentilla erecta Potentilla tormentilla          
Pseudorchis albida Pseudorchide biancastra   x   x  
Pulsatilla alpina subsp. apiifolia Pulsatilla alpina sulfurea       x  
Rhinanthus glacialis Cresta di gallo aristata          
Scorzoneroides helvetica Dente di leone elvetico x        
Trifolium alpinum Trifoglio alpino          

Valenza biologica

Nel complesso, le comunità acidofile delle praterie primarie sono floristicamente meno ricche di quelle basifile. Ma non per questo mancano motivi di interesse per alcune rarità. Sui versanti soleggiati, inoltre, di per sé già meno poveri, svernano ungulati selvatici.

Funzione

Al pari delle analoghe praterie basifile forniscono foraggio per il bestiame. Gli aspetti a balze rocciose con i festuceti sono più adatti al pascolo ovino estensivo (anche l’erba è più dura e tenace). La bellezza del curvuleto tipico, specialmente negli aspetti primaverili con fioritura di primule, è di rilevante e assoluto valore emozionale.

Distinzione da habitat simili

Negli aspetti tipici, i più naturaliformi e ben definiti, il riconoscimento di queste praterie non dovrebbe presentare difficoltà, almeno rispetto ad altri tipi, mentre è necessaria esperienza per saper riconoscere le diverse entità del genere Festuca. Come in tutti gli ambienti soggetti a gestione, sia pure non intensiva, le differenze potranno anche risultare marcate all’interno di uno stesso sito o nell’arco di poche stagioni. Non sempre è facile discriminare le comunità riferibili ai nardeti subalpini poiché il confine tra essi e gli altri tipi di praterie o pascoli alpini di substrato acido è spesso graduale e sfumato, anche se di regola i curvuleti sono localizzati a quote superiori. Sui pendii a sud si sviluppano spesso, fino a 2400-2500 m, stadi a Festuca paniculata, caratterizzati da cespi molto robusti e legati di norma al sottoutilizzo del pascolo.

Nell’ambito dei diversi tipi di festuceti, caratterizzati dalla specie dominante, in Alto Adige è ben differenziato e riconoscibile il tipico Festucetum halleri che si colloca tra il nardeto e il curvuleto. Sui pendii soggetti a slavinamento, su suoli ricchi di scheletro ma anche di terra più fine, sono diffusi aggruppamenti dominati da Festuca nigricans. Nei settori più orientali anche Festuca picturata e Festuca pseudodura possono essere localmente prevalenti.

Mosaici legati alle variazioni della morfologia di dettaglio sono la norma.

Tendenze evolutive e grado di minaccia

Il dinamismo di queste praterie è condizionato dalla posizione, dall’esposizione e dalla gestione. Sopra il limite della foresta i mutamenti sono lenti e poco apprezzabili, mentre sotto, a prescindere da fenomeni che ringiovaniscono i suoli, l’avanzata del rodoreto o dell’alneta, in caso di sospensione del pascolo, appare ineludibile. Nei nardeti mesofili e più umidi è frequente l’invasione di Deschampsia caespitosa, che peggiora la qualità del pascolo e il suo valore foraggero.

Misure di cura e protezione

Le minacce che interessano le praterie alpine sono analoghe a quelle esposte per le comunità basifile. La costruzione di nuove infrastrutture conduce alla frammentazione di habitat e peggiora la qualità estetica, accrescendo il disturbo per gli animali. L’intensità o l’assenza di gestione possono innescare fenomeni evolutivi che riducono la diffusione di questo habitat. Non sarà, infine, inutile ricordare che ad alta quota la lentezza dei processi di ripristino e rigenerazione spontanea dei cotici erbosi intaccati da processi erosivi, rappresenta un fattore limitante anche per l’esercizio di attività umane, e non solo per la bellezza del paesaggio.

Lasen C., 2017 – Descrizione degli habitat dell'Alto Adige. Provincia Autonoma di Bolzano-Alto Adige, Ripartizione Natura, paesaggio e sviluppo del territorio.

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