Qualità dell'aria: il biossido di azoto continua a diminuire

Presentati oggi (22 marzo) i dati sulla qualità dell'aria in Alto Adige 2023: concentrazioni di biossido di azoto in lieve calo. Lo Stato finanzia nuove misure per migliorare la qualità dell'aria.

La qualità dell'aria in Alto Adige negli ultimi quattro-cinque anni è migliorata: nel 2023 le concentrazioni di biossido di azoto sono di nuovo leggermente diminuite in tutte le stazioni di misurazione, comprese quelle lungo l'Autostrada del Brennero. La situazione è stabile anche per quanto riguarda il particolato. È quanto emerge dai dati sulla qualità dell'aria in Alto Adige per il 2023, presentati oggi (22 marzo) in una conferenza stampa a Bolzano. La valutazione annuale della qualità dell'aria era stata precedentemente presentata ai Comuni e ai gruppi di interesse in occasione del "Tavolo tecnico sulla qualità dell'aria" a Bolzano.

"I dati degli ultimi anni dimostrano che ci stiamo muovendo nella giusta direzione", ha sottolineato Peter Brunner, assessore provinciale alla Protezione dell'ambiente, della natura e del clima. "In alcuni voci - come gli ossidi di azoto e il particolato - siamo riusciti a migliorare di anno in anno, anche grazie agli effetti positivi del rinnovo del parco veicoli". Tuttavia, è importante compiere ulteriori sforzi, soprattutto per quanto riguarda la nuova Direttiva europea sulla qualità dell'aria. "Dobbiamo continuare a coinvolgere i Comuni e, sempre di più, la popolazione e sensibilizzare tutti sulla necessità di migliorare la qualità dell'aria", ha aggiunto Brunner.

I dati di misurazione degli inquinanti atmosferici in Alto Adige sono raccolti e monitorati dall'Agenzia provinciale per l'ambiente e la protezione del clima. A questo scopo è disponibile una rete di stazioni di monitoraggio dell'aria in tutta la provincia. "Il valore limite annuale di 40 microgrammi per metro cubo per il biossido di azoto è stato rispettato in tutte le stazioni di misurazione già nel 2022 e anche nel 2023. L'ultima volta che è stato superato è stato nel 2021 presso l'autostrada A22", ha riferito Luca Verdi, direttore del Laboratorio Analisi aria e radioprotezione. Anche alcune aree urbane sono state monitorate più attentamente negli ultimi anni con l'aiuto dei cosiddetti campionatori passivi. "In alcune strade si sono registrate ancora situazioni leggermente critiche. Ciò è dovuto al cosiddetto effetto canyon su strade trafficate con condomini alti, dove gli inquinanti si concentrano vicino al suolo", spiega Verdi.

Aria migliore grazie al rinnovo del parco veicoli

Gli ultimi dati sul traffico presentati da Georg Pichler, direttore dell'Ufficio Aria e rumore, mostrano che la riduzione delle emissioni non è legata a una riduzione del traffico: "Il volume di traffico nel 2023 è rimasto quasi lo stesso rispetto all'anno precedente o è leggermente aumentato". Il fatto che i valori della qualità dell'aria siano comunque migliorati rispetto al 2022 è dovuto all'evoluzione positiva del parco veicoli in Alto Adige. Il biossido di azoto (NO2) è causato principalmente dai veicoli diesel. "Le nuove immatricolazioni dal 2019 mostrano una diminuzione del 20% per i veicoli diesel e un aumento del 25% per i veicoli elettrici e ibridi", spiega Pichler.

Situazione del particolato quasi invariata

Per quanto riguarda il particolato (PM10 e PM2,5), che proviene principalmente dagli impianti di riscaldamento e solo in parte da traffico, industria e fonti naturali, la situazione in Alto Adige nel 2023 è sostanzialmente invariata rispetto al 2022. "I valori limite sono rispettati, ma i problemi possono essere causati da singoli componenti del particolato, come il cancerogeno benzo[a]pirene", spiega Luca Verdi. Questo viene prodotto durante la combustione incompleta della legna, ad esempio in piccoli sistemi di combustione a legna come stufe e caminetti a mano. "Il valore target per il benzo[a]pirene è stato superato anche nel 2023 nella stazione di misurazione di Laces, anche se la concentrazione è nuovamente diminuita rispetto al 2022", spiega l'esperto.

Per migliorare ulteriormente la qualità dell'aria e combattere l'inquinamento atmosferico dovuto alla mobilità e al riscaldamento domestico, lo Stato mette a disposizione dell'Alto Adige fino a cinque milioni di euro. La Provincia di Bolzano ha raggiunto un accordo con il Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica nel febbraio 2023 (leggi il comunicato dell'Ufficio stampa).

Nuove misure per migliorare la qualità dell'aria

3,6 milioni di euro sono destinati alla sostituzione di impianti di riscaldamento centralizzati a legna. Le domande per la concessione dei contributi possono essere presentate all'Ufficio Aria e rumore (leggi il comunicato dell'Ufficio stampa). "Non si tratta di contributi per piccoli impianti di riscaldamento a legna, come caminetti o stufe a legna, ma per impianti di riscaldamento centralizzati a legna di condomini, alberghi o aziende, ad esempio, che sono particolarmente dannosi per l'ambiente o obsoleti", spiega Georg Pichler.

È stato inoltre finanziato un progetto di sensibilizzazione e raccolta dati sugli impianti di riscaldamento a legna in collaborazione con l'associazione professionale degli spazzacamini: nell'ambito del progetto "Riscaldare a legna - ma bene!", tra il 2024 e il 2027 verranno raccolti dati presso circa 20.000 famiglie su impianti, stato di manutenzione, dimensioni, combustibile, ecc. "L'attenzione è rivolta alla consulenza individuale degli spazzacamini", sottolinea il direttore dell’Ufficio. Il progetto inizierà il prossimo autunno.

Oggi si è discusso anche della nuova Direttiva UE sulla qualità dell'aria, attualmente in fase di elaborazione. L'attuale valore limite annuale per il biossido di azoto e le PM10 dovrà essere ridotto da 40 a 20 microgrammi per metro cubo, mentre quello per le PM2,5 da 20 a 10 microgrammi per metro cubo. "Questa sarà una sfida importante", sottolinea Luca Verdi.

Tutti i dati sulla qualità dell'aria sono disponibili online sul portale web dell’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima.


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