FAQ

[Registro RUP ed Elenco delle Stazioni Appaltanti Qualificate]
Quali sono gli Enti che devono chiedere la qualificazione come Stazione Appaltante?
La Domanda di qualificazione della Stazione appaltante deve essere presentata da tutti i soggetti di cui all’art. 2, comma 2 della L.P. 17 dicembre 2015, n. 16 e.s.m.i., e solamente da questi.
La comunicazione a riguardo è stata inviata a tutti gli Enti e strutture che per qualche ragione sono attive sulla Piattaforma SICP, ogni struttura deve quindi autonomamente verificare se in base al proprio Statuto o altro documento costitutivo essa rientra in questo ambito.
Anche successivamente al 30/06/2020 le Stazioni appaltanti possono in ogni momento presentare domanda di iscrizione all’Elenco delle Stazioni Appaltanti qualificate, tuttavia fino all’approvazione della domanda stessa, potranno “svolgere affidamenti in modo autonomo solamente attraverso convenzioni quadro, accordi quadro ed il mercato elettronico” della Provincia autonoma di Bolzano (cfr. Deliberazione della Giunta Provinciale Nr. 850 del 22/10/2019 – Art.1).
Data: 30.6.2020
[Registro RUP ed Elenco delle Stazioni Appaltanti Qualificate]
Affinchè un RUP possa eseguire autonomamente gare d’appalto, è necessaria l’iscrizione al Registro RUP? E se sì, l’iscrizione deve avvenire entro il 30/06/2020?
• Per poter svolgere pienamente l’attività (escluso MEPAB ed adesione a Convenzioni e Accordi Quadro di ACP, consentiti anche senza registrazione) il RUP deve iscriversi al Registro;
• La registrazione deve avvenire prima di iniziare una procedura che richieda l’iscrizione al Registro RUP
• Non c’è il vincolo del 30.06.2020 per l’iscrizione al Registro.
Successivamente al 30.06.2020 però, per operare pienamente ed autonomamente:
- la SA deve essere iscritta all’Elenco delle SA qualificate;
- il RUP, nominato allo svolgimento di una specifica procedura di gara, deve essere iscritto al Registro RUP.
Data: 30.6.2020
[Registro RUP ed Elenco delle Stazioni Appaltanti Qualificate]
Nel caso non sia possibile l’indicazione del nominativo del RUP all’interno della Domanda di qualificazione SA, c’è una soluzione per poterlo comunque comunicare?
Nel caso non si riesca, nonostante il RUP disponga di un’utenza per la SA e sia iscritto al Registro RUP, a far risultare il suo nominativo all’interno della Domanda di qualificazione, si può procedere come segue:
a) il Titolare della SA può redigere una dichiarazione apposita e firmarla digitalmente, come documento distinto.
b) Il Referente della SA, all’atto della presentazione della Domanda di qualifica, dovrà caricare questa dichiarazione a sistema, nella sezione "Dichiarazione aggiunta" della Domanda.
Data: 30.6.2020
[Registro RUP ed Elenco delle Stazioni Appaltanti Qualificate]
Come può una Stazione Appaltante (SA1) indicare nella Domanda di qualificazione il nominativo del RUP di un’altra Stazione Appaltante (SA2) di cui si avvale?

La domanda di qualificazione della SA non prevede l’inserimento manuale dei nominativi dei RUP, ma viene integrata automaticamente dal Sistema informativo elencando i soggetti abilitati ad operare in piattaforma per la SA, che risultino iscritti al “Registro RUP”.

Attenzione: se un RUP vuole svolgere il ruolo di RUP per più SA viene consigliato di allestire prima tutte le utenze necessarie (utenza per SA1, utenza per SA2, etc.) ed in un secondo passo di registrarsi al registro RUP. Se il RUP registrato al Registro RUP riceve una seconda utenza per una seconda SA il sistema non associa la seconda SA al RUP registrato.  

È quindi necessario che:
a) Il RUP disponga di una prima utenza (UT1) attribuita dal referente della SA di appartenenza (SA1);
b) Al medesimo RUP venga attribuita una seconda utenza con username diverso (UT2), dal referente della seconda SA (SA2) per la quale svolge le funzioni di RUP.
NB: ambedue le utenze devono presentare lo stesso Codice Fiscale.
c) Il RUP a questo punto procede ad iscriversi al Registro RUP (se è già registrato non è necessaria una seconda registrazione).
d) Il titolare di SA1 può redigere la Domanda di qualificazione, che presenterà al suo interno il nome del RUP proprio dipendente
e) Il titolare di SA2 può redigere la Domanda di qualificazione, che presenterà al suo interno anche il nome dello stesso RUP, condiviso.

Data: 30.6.2020
[Registro RUP ed Elenco delle Stazioni Appaltanti Qualificate]
Quale è il ruolo che il RUP deve avere all’interno delle utenze del Portale appalti?
Il titolare della Stazione Appaltante che gestisce i diritti del personale afferente alla sua organizzazione (sezione Amministrazione) deve attribuire i vari ruoli che il RUP svolge, il ruolo specifico del RUP è “Responsabile e-procurement”, che permette lo svolgimento delle procedure a portale.
Data: 30.6.2020
[Registro RUP ed Elenco delle Stazioni Appaltanti Qualificate]
Come può una Stazione Appaltante (SA) indicare nella Domanda di qualificazione il nominativo del RUP?
La domanda di qualificazione della SA non prevede l’inserimento manuale dei nominativi dei RUP che vengono invece integrati automaticamente dalla piattaforma per tutti quelli che risultano iscritti al Registro RUP ed hanno un’utenza attiva sulla SA.
È quindi necessario che:
a) Il RUP abbia un'utenza attiva in piattaforma SICP, all’interno della SA richiedente la qualificazione;
b) Almeno un RUP della SA risulti iscritto al Registro RUP;
c) Il titolare della SA rediga e sottoscriva elettronicamente la Domanda di qualificazione, che il Referente della SA caricherà a sistema.
Data: 30.6.2020
[Registro RUP ed Elenco delle Stazioni Appaltanti Qualificate]
Ai fini dell’approvazione della Domanda di iscrizione all’elenco delle Stazioni Appaltanti Qualificate, è necessario che qualcuno della Stazione Appaltante risulti iscritto come RUP nel Registro RUP?
Affinché la domanda di iscrizione all’elenco delle Stazioni Appaltanti Qualificate possa essere approvata, la Stazione appaltante deve avere “almeno un utente della piattaforma SICP iscritto nel Registro RUP di cui all’art. 2 della deliberazione della Giunta Provinciale Nr. 850 del 22/10/2019.
Data: 30.6.2020
[Tracciabilità pagamenti]
La nomina di un commissario esterno, con conseguente impegno di spesa volto al ristoro economico della prestazione, comporta la necessità di ottemperare agli obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari e, in particolare, dell'estrazione di un apposito CIG?
In via preliminare occorre ribadire che la nomina della commissione di valutazione costituisce un tipico atto dell'autorità di gara.
Ciò premesso, nell'eventualità in cui sia necessaria anche la nomina di uno o più commissari esterni la nomina proveniente dall'autorità di gara deve essere corredata da un ulteriore atto (sottoscritto dal soggetto competente rispetto all'ente di volta in volta interessato) che indichi compiutamente l'ambito temporale, anche in relazione alla complessità dell'oggetto, di esecuzione della prestazione nonché il compenso da corrispondere al membro esterno.
In relazione alla natura giuridica, si ritiene che la figura del commissario esterno ricada nella categoria degli incarichi di collaborazione previsti dall'art. 7, comma 6, del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, con la conseguenza che il conferimento dell'incarico non è assoggettato al rispetto degli obblighi di tracciabilità dei flussi finanziari (e alla relativa estrazione del CIG).
La circostanza che gli incarichi professionali ex articolo 7, comma 6, del d.lgs. 30 marzo 2001, n. 165, siano esenti dall'estrazione del CIG è avvalorata anche e soprattutto da A.NA.C.
Data: 18.6.2020
[Impostazione e pubblicità delle gare]
In caso di procedura di gara per l’affidamento di un appalto di lavori di prossima indizione, qualora la stazione appaltante abbia stimato un aumento dei costi per garantire la sicurezza nel cantiere in ragione dell’applicazione delle misure varate per la limitazione del contagio, a fronte di un progetto esecutivo già pronto e definito a base di gara, quest’ultima quali soluzioni può adottare?
Le possibili soluzioni sono:
a) chiedere al progettista, insieme al coordinatore della sicurezza, di individuare quali tra i maggiori costi stimati rientrino nei costi per la sicurezza del cantiere derivanti dal piano di sicurezza e coordinamento; il progetto verrà aggiornato in tal senso, per poi procedere all’indizione della gara.
 
Per l'aggiornamento del progetto si tenga presente che, a causa dell'applicazione delle nuove misure anticontagio, è possibile che si determini un allungamento del tempo utile per l'esecuzione dei lavori; in conseguenza a ciò anche il cronoprogramma dovrà essere aggiornato.
 
b) Se l'ipotesi a) non è compatibile con le tempistiche già stabilite per l’indizione della gara, si può pensare di inserire nella documentazione di gara (risp. disciplinare di gara e schema di contratto - art. 30 del capitolato speciale parte II) una specifica clausola ai sensi dell'art. 48, comma 2, lett. a) l.p. 16/2015, che consenta, in un secondo momento e attraverso lo strumento della variante, di adeguare il piano di sicurezza e coordinamento ai maggiori costi derivanti dall'applicazione delle misure "anti-covid" che interverranno nel corso dell'esecuzione dei lavori.
 
In entrambi i casi (ma soprattutto nel l'ipotesi sub a)) sarà sempre e comunque possibile intervenire con una variante in corso di esecuzione dei lavori, qualora intervengano nuove circostanze (impreviste e imprevedibili) ovvero nuove disposizioni legislative, a seguito delle quali derivino nuovi e maggiori costi per garantire la sicurezza del cantiere e sia necessario aggiornare il piano di sicurezza e coordinamento (ed eventualmente anche il cronoprogramma).
Data: 20.5.2020
[Impostazione e pubblicità delle gare]

L'introduzione dell'art. 21 della legge provinciale n. 3 del 16 aprile 2020 ha come conseguenza diretta il divieto di svolgere le sedute pubbliche? Se sì, la novella incide anche sulle procedure di gara bandite anteriormente al 17 aprile 2020 i cui documenti di gara prevedano la possibilità di svolgere le sedute di apertura delle buste in videoconferenza e perciò con la partecipazione a distanza degli offerenti?

L'art. 21 della legge provinciale n. 3 del 16 aprile 2020, nel prevedere l'insussistenza dell'obbligo di svolgere sedute pubbliche, mira ad introdurre una regola che tende a semplificare, accelerare e rendere più efficiente lo svolgimento delle attività dell’autorità di gara e della commissione tecnica di valutazione.
Le parole utilizzate dal legislatore provinciale - "non sussiste l’obbligo di svolgere le operazioni di apertura delle offerte in seduta pubblica" - inducono a ritenere che la mancata pubblicità delle sedute costituisca una mera facoltà e non, invece, un obbligo giuridico.
Ne consegue, alla luce di quanto premesso, la seguente conclusione: la mancanza di pubblicità delle sedute costituisce soltanto una delle possibili opzioni a disposizione delle stazioni appaltanti le quali possono, pertanto, valutare la soluzione che appaia maggiormente idonea (tra le quali, a titolo esemplificativo, anche le sedute in streaming).
In relazione alla seconda parte del quesito, e premessa l'applicabilità della disposizione anche per le procedure di gara pubblicate anteriormente all'entrata in vigore della novella legislativa, valgono le precedenti considerazioni.
Si ribadisce, inoltre, che l'adozione di accorgimenti che mirino a permettere una partecipazione degli offerenti da remoto non può mai ritenersi in contrasto con l'art. 21, posto che il rispetto dei principi della pubblicità e della trasparenza (anche se osservati in modalità "alternativa") prevale su ogni disposizione, nazionale e/o provinciale, che direttamente o indirettamente li sacrifichi.
Data: 22.4.2020